Perle sparse un po' dovunque che altrimenti andrebbero perse....

Eccomi

Blogger: ritarella
Nome: Chi sono probabilmente si capisce da quello che scrivo qui.
Questo blog nasce non per comunicare qualcosa di particolare a qualcuno in particolare, ma solo per raccogliere pensieri, ricordi, sensazioni, riflessioni... perle insomma. Perle che sono pane per l'anima (e con ciò è spiegata anche l'immagine, piccoli panini in fila, appunto come perle). Il blog contiene solo scritti, moltissimi dei quali provenienti da dei quaderni che mi hanno accompagnato fin da quando avevo 14 anni, e su cui ho annotato di tutto, pensieri, citazioni, battute di spirito, ricordi, aforismi, qualunque cosa che in quel momento mi abbia colpito o interessato, indifferentemente cose serie (poche) e cretinate (tante). Li ho conservati tutti, questi quaderni, ormai sono decine, e appunto molto di quanto riportato in questo blog proviene da lì, tutte cose appuntate nell'arco di decenni, a volte rivisitate, molto più spesso riportate volutamente senza data, perché con il passare del tempo il motivo per cui sono state scritte non c'è più, e quindi il valore dello scritto è intrinseco, ormai sganciato dal fatto che l’ha provocato. E' una cosa nata per gioco e senza alcuna pretesa, che a distanza di mesi è sì ancora un gioco e continua a non aver pretese, ma è diventato anche uno sfogo ed un rifugio: un appuntamento quasi quotidiano, che da una parte mi provoca e dall’altra mi rilassa, ma di cui sento il bisogno. Anche se – per dirla tutta – m'imbarazza un po’ sapere che c’è qualcuno che legge quel che scrivo. E magari apprezza anche qualcosa di ciò che scrivo. Un pizzico di vanità? Certamente, ma non avendo intenzione di cambiare mestiere, con questo blog continuo solo a giocare. Ma ovviamente il blog è aperto a chiunque abbia voglia di leggere o anche lasciare un commento.

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venerdì, 13 aprile 2007
Un po' di storia (quella che non ci raccontano)

Qualche giorno fa sfogliavo un libro di storia  delle scuole medie, e c'era la famosa foto, che è su tutti i libri, della breccia aperta a Porta Pia, a Roma, il 20 settembre 1870.
Per l'ennesima volta mi sono girate le scatole, perché la storia della breccia di Porta Pia è un'autentica balla, storica quanto volete, ma una balla.
Però non si può dire.... perché se no ci cascano i miti (i piemontesi c.d. liberatori, Garibaldi ecc.) e rischiamo di dover riconoscere che Pio IX non è stato poi così fetente e che, per esempio, la faccenda del brigantaggio è un po' diversa da quello che ci insegnano a scuola.
Non si può dire, tanto è vero che quando qualcuno ha cercato di "sollevare" il velo dell'omertà (è successo per esempio in occasione della beatificazione di Pio IX  nel 2000) viene giù un putiferio, perché certe cose non si toccano, nel bene e nel male: il Risorgimento, Mazzini e Garibaldi i buoni, Pio IX e tutti i papalini, e anche i briganti, i cattivi.
Tornando alla foto: peccato che sia falsa, e si vede lontano un miglio, basta provare a ricostruire mentalmente la scena: ci dicono che le mura vengono prese a cannonate per aprire, come viene aperta, la famosa breccia, mentre dall'altra parte (si immaginano, perché non si vedono) i papalini cercano di resistere e sparano contro i bersaglieri che però alla fine hanno la meglio e riescono ad entrare.
Beh, se si guarda la foto, si nota che non c'è un filo di polvere (come mai? ma non hanno appena tirato giù a cannonate un bel pezzo di muro.... anche piuttosto alto e spesso?), i bersaglieri sono sopra al mucchio di sassi (il muro sbriciolato), in piedi, con la divisa pulita e senza neanche una piuma (del cappello) fuori posto, con il fucile spianato... praticamente ci si può fare il tiro al bersaglio... un ragazzino mediamente sveglio fa subito tre semplici domande:
1) perché il mucchio di sassi formato dalle rovine del muro sbriciolato, è fuori del perimetro del muro, come se le cannonate venissero da dentro?
2) perché hanno sparato sul muro e non sulla porta che era lì accanto?
3) perché i bersaglieri stanno in piedi a mo' di bersaglio e non riparati, avanzando strisciando come si vede pure nei film?
Semplice: perché la foto fu scattata dopo, anche perché, ai tempi, per fare le foto bisognava stare fermi in posa, le istantanee non erano tanto instantanee. Amen, contenti loro...
Però, sui libri, non sarebbe stato più corretto piazzare un disegno, oppure la riproduzione di una stampa o di un  dipinto dell'epoca (anche se, quasi tutti, essendo ispirati a quella foto, sono altrettanto illogici)?
No, meglio la foto, che seppur palesemente falsa, ispira (o almeno dovrebbe) più credibilità.
Invece le cose sono andate in maniera un tantinello diversa: è storicamente provato che Pio IX, che aveva ben chiaro che non era possibile resistere a lungo, diede ordine di aprire le porte sia per evitare inutili spargimenti di sangue anche e soprattutto tra i romani, sia per scongiurare un assedio che sarebbe costato parecchi morti per fame.
E questa versione dei fatti, assente praticamente da tutti i libri di storia in uso nelle scuole, è stata tramandata a voce perfino a gente della mia generazione.
Mi ricordo che mio nonno (sicuramente non di parte: era un anarchico di idee ma sostanzialmente inoffensivo nei fatti, che ai tempi del Fascismo veniva arrestato un giorno sì e l'altro pure, finché mia nonna, una  marchigiana a dir poco energica, non lo chiuse in casa a badare ai figli mentre a lavorare ci andava lei) raccontava che suo padre (anche lui una testa calda e allergico alle regole) poco più che ventenne all'epoca dei fatti, era alquanto irritato: la c. d. liberazione di Roma fu una faccenda talmente tranquilla che lui e i suoi amici, che erano pronti a dare manforte ai piemontesi dall'interno della città, rimasero praticamente con le mani in mano.
Talmente tranquilla che neanche si sognò di inventarsi atti eroici (a Roma lo sapevano tutti com'era andata veramente) e anni e anni dopo ancora gli rodeva.... peccato che non abbia potuto vedere i nostri libri storia, sarebbe stato contento di farsi passare da eroe.
E Pio IX,  tanto odiato dai romani?
Beh, i massoni avevano giurato di buttarlo nel Tevere, e non essendo riusciti a farlo mentre era vivo, volevano farlo anche quando ormai era morto. Lui aveva chiesto di essere sepolto nella chiesa di S. Lorenzo fuori le Mura, al Verano (tra l'altro a poche centinaia di metri, in linea d'aria, da Porta Pia), accanto alle spoglie appunto di s. Lorenzo.
Ovviamente, quando morì, la cosa non si potè fare; solo parecchio tempo dopo si ottenne il permesso di traslare la salma, ma fu imposto che il trasporto avvenisse di notte, in segreto, senza fasto e soprattutto non in processione, quindi senza preghiere: i romani (che tanto lo odiavano?) lo seppero e decisero di partecipare in massa, ma fu loro raccomandato (da quelli che avevano ottenuto il permesso di  organizzare il trasporto) di rimanere in silenzio e soprattutto di non reagire alle prevedibili provocazioni.
A notte fonda il feretro uscì da s. Pietro, e i romani, in silenzio, circondarono il carro. I provocatori (che erano stati invece avvisati, chissà da chi...) ovviamente rimasero spiazzati dal numero di persone, e si resero conto che non sarebbe stato facile impadronirsi della bara e farla volare nel Tevere, che peraltro era lì vicino; tentarono di organizzarsi chiamando rinforzi, ma ci misero del tempo, e quindi il feretro attraversò il ponte, scortato dalle migliaia di fedeli, più o meno senza problemi, a parte le ingiurie, le bestemmie rabbiose e qualche spintone.
Il corteo proseguì, continuando ad ingrossarsi: quelli che, più paurosi, ne erano rimasti fuori, vedendo che tutto sommato la cosa filava liscia, uscirono dalle loro case e si unirono al corteo strada facendo.
Arrivati a s. Lorenzo il feretro fu trasferito nella chiesa, sotto l'altare, dove tuttora riposa, e il corteo iniziò a sciogliersi, ma arrivarono i provocatori che intanto avevano trovato rinforzi, ed erano convinti che - visto che i fedeli avevano ricevuto l'invito a non reagire come infatti non avevano reagito - sarebbero riusciti a sistemare la cosa velocemente.
Però i fedeli, che fino a quel momento avevano rispettato l'invito, una volta che la salma di Pio IX aveva raggiunto s. Lorenzo, si sentirono liberati dall'obbligo e reagirono (d'accordo la storia di porgere l'altra guancia, ma per fortuna le guance sono solo due), anche piuttosto vivacemente, della serie "quando ce vo' ce vo'", mettendo in fuga i provocatori.
Ah, dimenticavo: al corteo che scortò il feretro partecipò anche il mio bisnonno (sempre quello che si era rammaricato perché la "liberazione" di Roma era andata un po' troppo tranquilla): era una testa calda e ma anche, nonostante tutto, profondamente cristiano, e a suo figlio (mio nonno) che non capiva come mai, dopo aver sperato di schierarsi al fianco dei piemontesi per "liberare" Roma (ma da cosa?), si fosse schierato invece dalla parte del Papa, lui rispondeva che bisogna lasciare stare i morti, che ormai non possono più far danni in terra ma possono raccomandarti in cielo.
Però, secondo me, lui aveva già capito che non è tutto oro quel che luccica e che per i poveracci come lui era cambiato poco, forse nulla, e da quella testa calda che era non si era voluto perdere l'occasione di dare quattro sberle ai nuovi potenti, che alla fin fine erano anche peggio di quelli precedenti.

Postato da: ritarella a aprile 13, 2007 14:44 | link | commenti (2)
roma, storia