Perle sparse un po' dovunque che altrimenti andrebbero perse....

Eccomi

Blogger: ritarella
Nome: Chi sono probabilmente si capisce da quello che scrivo qui.
Questo blog nasce non per comunicare qualcosa di particolare a qualcuno in particolare, ma solo per raccogliere pensieri, ricordi, sensazioni, riflessioni... perle insomma. Perle che sono pane per l'anima (e con ciò è spiegata anche l'immagine, piccoli panini in fila, appunto come perle). Il blog contiene solo scritti, moltissimi dei quali provenienti da dei quaderni che mi hanno accompagnato fin da quando avevo 14 anni, e su cui ho annotato di tutto, pensieri, citazioni, battute di spirito, ricordi, aforismi, qualunque cosa che in quel momento mi abbia colpito o interessato, indifferentemente cose serie (poche) e cretinate (tante). Li ho conservati tutti, questi quaderni, ormai sono decine, e appunto molto di quanto riportato in questo blog proviene da lì, tutte cose appuntate nell'arco di decenni, a volte rivisitate, molto più spesso riportate volutamente senza data, perché con il passare del tempo il motivo per cui sono state scritte non c'è più, e quindi il valore dello scritto è intrinseco, ormai sganciato dal fatto che l’ha provocato. E' una cosa nata per gioco e senza alcuna pretesa, che a distanza di mesi è sì ancora un gioco e continua a non aver pretese, ma è diventato anche uno sfogo ed un rifugio: un appuntamento quasi quotidiano, che da una parte mi provoca e dall’altra mi rilassa, ma di cui sento il bisogno. Anche se – per dirla tutta – m'imbarazza un po’ sapere che c’è qualcuno che legge quel che scrivo. E magari apprezza anche qualcosa di ciò che scrivo. Un pizzico di vanità? Certamente, ma non avendo intenzione di cambiare mestiere, con questo blog continuo solo a giocare. Ma ovviamente il blog è aperto a chiunque abbia voglia di leggere o anche lasciare un commento.

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sabato, 05 luglio 2008
Superstizioni: il culo di Prodi

Il 24 giugno l’Unità ha avuto l’invidiabile fegato di uscire con questa citazione di Velina Rossa stampata sul fascione in prima pagina: «La Nazionale ha vinto nei tornei internazionali nel periodo di Pertini e Spadolini e poi con Romano Prodi, mentre ha sempre perso quando a Palazzo Chigi c’era il Cavaliere… Persino la Spagna che da decenni non vinceva con l’Italia è riuscita a superarci, nonostante i consigli sportivi che sarebbero venuti dal presidente del Consiglio sui giocatori da mettere in squadra».
La trovata dello storico quotidiano antifascista è ottima, non c’è che dire. Il suo fondatore, Antonio Gramsci, ne andrebbe certamente fierissimo. Trattasi di analisi politica tra le più sottili ed eleganti degli ultimi anni. In pratica i colleghi dell’Unità hanno voluto meritoriamente ricordare al popolo italiano, già parecchio abbacchiato dal caro vita, dal riscaldamento globale e dalla crisi dei mutui, che in fondo l’uscita della Nazionale dagli Europei non è poi la tragedia che dicono. Poteva andarci peggio: potevamo vincerli, gli Europei, se solo ci fossimo tenuti il governo Prodi.
(da Tempi del 3/7/2008)

Postato da: ritarella a luglio 05, 2008 12:15 | link | commenti (3)
citazioni, per sorridere

venerdì, 27 giugno 2008
Orrori ed Errori

La settimana scorsa su tutti i giornali è esploso il caso di una clinica di Milano, dove a quanto pare succedevano cose che hanno meritato alla struttura il titolo di “Clinica degli orrori”.
Però c’è stato anche qualche articolo fuori dal coro, con interviste a pazienti assolutamente soddisfatti di come sono stati curati nella clinica suddetta. Ad esempio, ieri, su un giornale ho letto questa affermazione di un passante intervistato davanti alla clinica: «Sei mesi fa si è operata qui mia figlia, non poteva avere bambini. Adesso ha un bel pargolo, Alessandro».
Ora mi chiedo: ma la figlia del signore intervistato è una pecora? O forse una leonessa, oppure una cagna? Perché in solo sei mesi operarsi, concepire un figlio e scodellare un nipotino al nonno non è una cosetta facile, per un essere umano. E se è un animale e l’hanno operata nella clinica, l’operazione è stata pagata dal Servizio Sanitario Nazionale?
Oppure il signore pensa che i figli li porta la cicogna, ma allora l’operazione a che serviva? Forse è una di quelle inutili per cui la clinica è sotto inchiesta?
Oppure la figlia quando è stata operata era già incinta, oppure il pargolo è nato molto ma molto prematuro, ma allora forse valeva la pena che la giornalista – donna, peraltro, quindi qualche nozione dovrà pure averla – ci spendesse due parole in più, così, tanto per non tirar fuori questa ridicolaggine.
Magari si è trattato di un banale refuso, ma se l’articolo voleva dare un’immagine diversa rispetto al resto della stampa, beh, almeno con me c’è riuscita: m’ha fatto ridere, ma con molta amarezza.
Ah, dimenticavo, l’articolo era intitolato “La clinica degli errori”: di chi? Dei medici, dei pazienti passanti (o passanti pazienti), o dei giornalisti?

Postato da: ritarella a giugno 27, 2008 13:38 | link | commenti (1)
per sorridere

martedì, 24 giugno 2008
Ottimista con esperienza

Dice un mio amico che lui non è affatto un pessimista, ma un ottimista con esperienza.
In pratica un realista. Uno che non si fa illusioni.
Non so perché ma non mi convince: un po’ di sogni nella vita ci vogliono...

Postato da: ritarella a giugno 24, 2008 12:11 | link | commenti (4)
riflessioni, per sorridere

lunedì, 16 giugno 2008
Paolo l'anonimo

Ciclicamente rispuntano fuori le battute del tipo qual è il nome del trasportatore cinese o della cuoca russa: alcune sono vecchissime, altre appena diverse rispetto a quelle note, ma ogni tanto ne spunta qualcuna nuova.
Una l’ha – involontariamente? – suggerita il diretto interessato, proprio in commento di qualche giorno fa.
Il nome del più simpatico enogastronomo italiano? Mai-sobrio.

Postato da: ritarella a giugno 16, 2008 08:18 | link | commenti (1)
per sorridere

venerdì, 06 giugno 2008
Cose da donne

Te la risparmieresti volentieri, ma devi andare ad una cena, non proprio di lavoro, ma neanche di diletto. Insomma una di quelle cose né piacevoli né utili a qualcosa, ma che non puoi evitare, un po’ come i matrimoni dei parenti.
E mentre esci dalla doccia il primo pensiero va all’ultima cosa che indosserai prima di uscire: le scarpe! Hai passato una giornata seduta con le gambe intrecciate sotto la sedia, hai i piedi gonfi per il caldo (i piedi si gonfiano pure a star sempre seduti), per quale cavolo di motivo ti devi mettere la scarpetta carina, magari anche con un po' di tacco? Perché con un tailleur vagamente elegante ci vuole la scarpetta carina. E allora non ti mettere il tailleur, mettiti un paio di jeans o simili, e scarpa bassa e comoda. Non si può: hai un ruolo, ed anche una certa età, non puoi conciarti come una ventenne. Tra l'altro saresti ridicola.
OK, vada per la scarpetta carina, in linea con l'abbigliamento consono al ruolo e all'età, ma scomoda; se potessero, i piedi voterebbero contro, ma non si vota, quindi si limitano a mugugnare, ma lì, giù in basso, non se li fila nessuno, almeno fino a quando non inizieranno a protestare sul serio, dolorosamente sul serio.
Passiamo oltre, tanto le scarpe le infili un attimo prima di uscire. L'abbigliamento consono, appunto. Consono è sinonimo di scomodo, non solo per la faccenda delle scarpe. Tanto per dirne una: mai notato che indossando il così detto abbigliamento consono, d'inverno  muori di freddo, e d'estate ti schianti di caldo? E ci sarebbe ben altro da dire, al riguardo. Ma tant'è, vada anche per l'abbigliamento consono.
Con l’abbigliamento consono ci vuole la borsa consona, che è sempre troppo piccola per tutto quello che di norma le donne si portano dietro: fai mente locale, perché sai che sicuramente dimenticherai qualcosa, e quindi ci infili subito il telefonino, le sigarette, le chiavi di casa… il portafoglio no, non c’entra, e allora sfili qualche banconota e la infili nella microscopica tasca interna della borsa. Beh, tanto c’è ancora tempo prima di uscire, se stai dimenticando qualcosa ti verrà in mente. Almeno così speri.
E andiamo con i capelli: fa un caldo che levati, c'è un'umidità pazzesca, praticamente impossibile cercare di dargli una forma o tenerli a bada. Hai tentato anche la via del parrucchiere: mera illusione, non se ne viene a capo, sia se hai i capelli ricci sia se sono lisci; hai passato due ore dal parrucchiere e dopo 10 minuti che ne sei uscita, alleggerita anche di un bel po' di euro, ti sei accorta che ne potevi fare tranquillamente a meno, risparmiando tempo e denaro, e soprattutto evitando la sauna sotto il phon. Ma ormai è andata, tenti di salvare il salvabile (ben poco) della messa in piega, e passi al trucco.
Ma perché co 'sto caldo ti devi pure truccare? Perché altrimenti sembri un cadavere. E poi con l'abbigliamento così detto consono, la scarpetta carina, il capello parrucchierato, mica puoi andare con la faccia lavata. E poi, diciamocelo, il trucco aiuta, e l'età lo richiede.
E mentre ti metti sulla faccia una poltiglia che assomiglia tanto allo stucco, tappando i pori del viso (e il sudore si vendica, uscendo copioso dai pori limitrofi rimasti aperti, tipo la nuca) guardandoti allo specchio il dubbio radicale ti coglie, e non puoi non porti la fatidica domanda: ma chi me lo fa fare?
Non c’è risposta, e allora infili le scarpe, raccatti la borsa, e con il passo di chi va al patibolo, esci, cominciando a contare mentalmente i minuti che mancano a quando potrai finalmente ributtarti sotto la doccia e poi a letto.
E quando sei già in macchina e pure in ritardo, ti accorgi che la patente è rimasta nel portafoglio, a casa.

Postato da: ritarella a giugno 06, 2008 08:52 | link | commenti (10)
parlando di me, per sorridere

lunedì, 02 giugno 2008
EL GH'E'

Non avevo mai pensato che i leghisti avessero la fantasia tra le loro doti, ma con il gadget che girava ieri al raduno di Pontida certo non si può dire che si siano smentiti.
Vero che delle magliette con la faccia del Che non se ne poteva proprio più, ma a vedere quelle con la faccia di Bossi e sotto la scritta “EL GH'E’ quasi le rimpiango.
Ma non è che c’entra qualcosa con il fatto che la Lega da quelle parti ha incamerato i voti della Sinistra più a sinistra?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa un amico mio, che ha il Comandante nel cuore e i leghisti tra i piedi…
PS: Avevo inizialmente intitolato "Il comandante Bossi" ma poi ho pensato che il mio amico non me l'avrebbe perdonata.

Postato da: ritarella a giugno 02, 2008 13:52 | link | commenti (3)
per sorridere

martedì, 27 maggio 2008
Kitsch

Un modo per dire che una cosa fa schifo ma ti piace tanto...

Postato da: ritarella a maggio 27, 2008 12:46 | link | commenti (1)
per sorridere

sabato, 17 maggio 2008
Ogni frittata è una trasformazione termodinamica irreversibile

L’ha scritto il mio amico Giuseppe come messaggio personale nel suo contatto di msn.
Non so se è per questo che per dire “Ho fatto un guaio” si dice “Ho fatto una frittata”, anzi dubito che chi ha inventato questo modo di dire pensasse alla termodinamica, però è maledettamente vero.
Dicesi fisica applicata, e potrebbe giustificare le ore di studio in cui tante volte ti sei chiesto “Ma a che serve?”

Postato da: ritarella a maggio 17, 2008 12:26 | link | commenti (3)
per sorridere

sabato, 10 maggio 2008
Marchette

Riflessione senza pretese, non seria, al massimo seriosa.
Ultimamente, con molta più frequenza di quanto non accadesse prima, sento utilizzare la parola “marchette”.
Dato per appurato che frequento più o meno le stesse persone di prima, mi chiedo se questo infilar marchette in ogni frase è perché la parola è diventata di moda, oppure se sono aumentate le marchette che, volente o nolente, ognuno è chiamato a pagare.
PS: appurato anche che molti non sanno perché si dice “marchette”.

Postato da: ritarella a maggio 10, 2008 15:06 | link | commenti (2)
riflessioni, per sorridere

mercoledì, 12 marzo 2008
Tango

Esprime in verticale un desiderio orizzontale.
Presa dal trailer del film “Shall we dance?” (eh, botta di cultura!), come definizione mi sembra niente male, certo che detta da Jennifer Lopez a Richard Gere è tutta un’altra cosa!

Postato da: ritarella a marzo 12, 2008 09:34 | link | commenti
per sorridere

sabato, 16 febbraio 2008
Lasciatemi in pace

Dire che vivo nel casino perenne è un simpatico eufemismo, ma ultimamente il casino è anche più del solito.
Non so più a chi dare i resti, corro da destra e sinistra per essere dappertutto, e invece non riesco a stare dove dovrei stare, quando ci dovrei stare. Mi si chiudono gli occhi dalla stanchezza ma devo rimanere vigile, il letto me lo sogno, sia nel senso letterale che in quello traslato del termine.
Ho provato a far domanda per l'ubiquità, ma non è ancora stata neanche protocollata, quella per l'esenzione dal sonno invece è stata respinta.
E poi, per cosa? Non lo so, è così e basta, non riesco neanche a farmi domande. So solo che è, anche e forse più di tutto, un casino per così dire “mentale”. Ma tant’è.
Vado a tracannare l’ennesimo caffè per tenermi in piedi, prima di saltare in macchina per tentare di andare dove devo andare, già sapendo che… ci arriverò tardi.
Forse è più facile fare domanda per essere lasciata in pace: ho già tanti problemi io, perché mi rovesciate addosso i vostri? Mica posso essere io a risolvere tutti i problemi degli altri, se neanche riesco ad affrontare i miei.
Lasciatemi in pace.

Postato da: ritarella a febbraio 16, 2008 11:49 | link | commenti (3)
parlando di me, per sorridere

sabato, 02 febbraio 2008
La speranza è l'ultima a morire...

Vero, il fatto è che ormai ha i giorni contati!

Postato da: ritarella a febbraio 02, 2008 15:10 | link | commenti
per sorridere

mercoledì, 30 gennaio 2008
La fede

La fede sposta le montagne, ma se la fede fosse facile le montagne sarebbero in continuo movimento.

Postato da: ritarella a gennaio 30, 2008 17:12 | link | commenti (2)
per sorridere

martedì, 22 gennaio 2008
Attento a come parli (2): diamoci al matematicamente corretto

Dopo aver ironizzato sul “diversamente vivace” mi è venuta la curiosità di vedere se questa allocuzione fosse veramente usata a livello scientifico, e gironzolando su Google ho trovato questo spassoso scritto di un rispettabile professore di matematica dalla verve insospettabile.
Mi è pervenuto di recente il programma di un convegno sul tema “i bambini diversamente vivaci”. Ho provato a controllare se un siffatto titolo sorprendesse soltanto me chiedendo a numerosi amici cosa ne pensassero. Ho raccolto soltanto reazioni di stupore incredulo e di incomprensione: che diamine vuol dire “diversamente vivace”? Per la verità, penso di essere un po’ più “avanti” di questi amici e di sapere più o meno a cosa ci si riferisca. Ricordate quel cortometraggio di Charlie Chaplin dal titolo Il Pellegrino? A un certo punto, una coppia con bambino entra in visita in un salotto e il piccolo ne combina di tutti i colori: scalcia in continuazione gli stinchi di tutti e, dopo aver appiccicato la carta moschicida in faccia all’ospite, copre una torta con il cappello del padre che la padrona di casa cosparge involontariamente di abbondante crema. Insomma, una peste, un malandrino, un maleducato Gianburrasca, un delinquentello in erba… No, non ci siamo: qui parla ancora in me un’anima politicamente scorretta. Quel tesoruccio non ha nulla di riprovevole: è soltanto “diversamente vivace” e ci si metta bene in testa che la “diversa vivacità” (al più definibile come “sindrome di iperattività”) è una “risorsa”.
Ho molto riflettuto in questi giorni sulla necessità di demolire a fondo la terminologia politicamente scorretta. Ne ho trovato casi clamorosi anche nella mia disciplina, la matematica. Per esempio, non sfugge a nessuno che, se l’addizione ha qualcosa di nobile e costruttivo, la sottrazione suggerisce qualcosa di losco: evoca la menomazione, l’esser “minorato”. Per cui, propongo che, d’ora in poi, si parli di “diversa addizione” e di “sommare diversamente”. Altrettanto dicasi per la divisione, che è ancor più losca, perché suggerisce la discriminazione e, in fin dei conti, il razzismo. Si dovrà quindi parlare di “diversamente moltiplicare”, poiché nessuno avrà nulla da ridire contro la moltiplicazione, operazione nobilissima. Pure il “calcolo differenziale” evoca subdolamente le classi scolastiche dette un tempo differenziali (ovvero per subnormali) e va quindi opportunamente rinominato “calcolo derivale”. Anche nell’ambito dei numeri si impongono alcune revisioni. Ad esempio, perché chiamare offensivamente “irrazionali” i numeri che non possono essere espressi come rapporto di due numeri interi? Siano detti più rispettosamente numeri “diversamente razionali”. Del resto, anche loro sono una “risorsa”.
Passando poi alla logica, mi colpisce molto la leggerezza con cui si parla di principio d’identità: la riaffermazione delle identità non è forse il cavallo di battaglia dei neocon, dei teocon e di tutta la genìa dei reazionari razzisti? D’ora in poi si dovrà parlare soltanto di principio di “uguaglianza” (volete mettere?) e non importa se insorgeranno i soliti pedanti a dire che identità e uguaglianza non sono la stessa cosa: la tolleranza val bene qualche approssimazione. Anche il principio del terzo escluso evoca un’immagine orrenda: l’esclusione, in fin dei conti l’esclusione del “diverso”. Quindi, d’ora in poi, principio del terzo incluso. E perché escludere il quarto, il quinto e via dicendo? La logica dovrà essere dominata dal principio della multi-inclusione. Facciamo un ulteriore passo avanti. Così come c’insegnano che dal multiculturalismo si deve passare all’interculturalismo, il principio davvero politicamente corretto sarà quello della inter-inclusione. E pazienza se la logica classica va a farsi benedire. Del resto, Aristotele non era un infame schiavista, uno sporco reazionario? Diciamo la verità, è colpa sua se ci troviamo alle prese con Bush.
(Giorgio Israel)

Postato da: ritarella a gennaio 22, 2008 08:26 | link | commenti (1)
citazioni, per sorridere

sabato, 29 dicembre 2007
I regali inutili

A Natale, si sa, spesso si ricevono regali inutili, o che non ci piacciono. In tempi di crisi, vera o presunta, i regali (leggasi cazzatelle) inutili proliferano. E che ci si fa con un regalo inutile o che non ci piace? Un’ipotesi, se non è proprio inguardabile, è il riciclo. Una volta lo facevano in molti, ma nessuno lo ammetteva, adesso forse sono aumentate le persone che lo fanno, sicuramente sono aumentati quelli che lo dicono.
I riclatori professionisti si riconoscono al volo da come scartano il regalo: stanno attenti a non rovinare la carta, e non solo quando è quella del negozio dove il regalo è stato acquistato (il che, ammettendo il riciclo, si capisce), ma anche quando si tratta di una banale carta da regalo: evidentemente il riclatore professionista ricicla tutto, anche la carta e il fiocco.
Tra i regali che ho ricevuto quest'anno c’è anche un gingillo di vetro (bruttarello) acquistato in un negozio che conoscevo… che ha chiuso quasi due anni fa! Mi assilla il dubbio: è un dono riciclato più volte oppure chi me l’ha donato ce l’aveva nell’armadio da almeno un paio d’anni?
Un’alternativa al riciclo la raccontava qualche giorno fa un servizio del telegiornale: vendere il regalo inutile o che non ci piace su eBay. In fondo, che male c’è? Vendere qualcosa che non ci serve o non ci serve più è ormai prassi, e se tra gli oggetti che si mettono in vendita ci sono cose che ci sono state regalate, che differenza fa? Se una cosa non mi serve, è inutile, e il dato non cambia in relazione al fatto che l’abbia comprata io o che mi sia stata regalata.
D’altra parte tenere un regalo per un po’ di tempo sepolto in fondo all’armadio e poi buttarlo via quando si decide di fare spazio, non rende il dono più apprezzato, tutt’altro!
Anch’io, come tutti, ricevo regali inutili, oppure che non mi piacciono, o che comunque non uso, ma mi riesce alquanto difficile “riciclare” come mio regalo una cosa che mi è stata regalata: se un oggetto non mi piace, oppure è assolutamente inutile, non riesco neanche a riciclarlo, cioè a regalarlo a qualcuno spacciandolo per una cosa acquistata apposta per lui. Io di regali ne faccio pochi, solo alle persone a cui tengo, odio regalare le cazzatine inutili tanto per dire “Ti ho fatto un regalo”, ma mi piace cercare qualcosa, magari anche di poco valore, ma “pensato” per la persona cui sarà donato.
Però, lo ammetto, anch’io in qualche modo “riciclo”: lo sanno bene amici e parenti che frequentano casa mia… per esempio qualche settimana fa una mia amica ammirava un ninnolo di cristallo che ho in salotto, io ne avevo appena ricevuto un altro, molto simile, che non sapevo neanche dove piazzare, e gliel’ho regalato, semplicemente mettendoglielo in mano. Io non lo considero un riciclo: a lei piaceva, perchè non darglielo? Mica l'ho spacciato come regalo di Natale!
La stessa cosa capita soprattutto con vini e liquori, di cui beneficiano alla grande gli amici che passano per casa mia; capita spessissimo anche con capi d’abbigliamento e piccoli gioielli (le incursioni di nipoti veri e acquisiti nel mio armadio non sono mai senza esito).
E poi ci sono i mercatini e le lotterie di beneficenza, che proliferano prima di Natale… una mano santa, per loro e per me: io “riciclo”, nel senso che regalo loro un sacco di cose che non uso, e loro riescono a ricavarci qualche soldo che va a fin di bene.
Stamattina è passata a trovarmi una vicina di casa con la quale non siamo riuscite a vederci prima di Natale. Mi ha dato un grazioso pacchetto precisando: “Quest’anno i regali li ho comprati quasi tutti al mercatino della parrocchia, c’erano veramente tante cose carine”. Non so perché, ma ho avuto un presentimento… Dentro al pacchetto c’era un grazioso cestino in vimini per il pane. No, non era una delle cose che avevo regalato io al mercatino, non era una di quelle: il cestino per il pane che avevo regalato io era di un altro colore!

Postato da: ritarella a dicembre 29, 2007 15:31 | link | commenti (2)
riflessioni, per sorridere

venerdì, 28 dicembre 2007
Attento a come parli

Questa sì che è una perla: “diversamente vivace”…
Nel senso che si parla di bambino particolarmente discolo, o particolarmente calmo?
E cosa determina un “normale vivace”? E chi lo misura?
Non ci posso credere…
Battute a parte, ho capito che ci si riferisce ai bambini iperattivi, ma a quanto pare non si possono più chiamare così, evidentemente “iperattivo” è offensivo.
Mi sta bene, però il prossimo che mi dice che sono in sovrappeso, o peggio obesa, lo querelerò… “diversamente magra, prego!”

Postato da: ritarella a dicembre 28, 2007 17:07 | link | commenti (1)
per sorridere

lunedì, 19 novembre 2007
Come NON smettere di fumare...

In questi giorni passa spesso in TV uno di quei messaggi tipo Pubblicità Progresso, che invita a smettere di fumare. Sacrosanto.
L’invito finale è all’incirca “Rivolgiti al tuo medico, lui saprà consigliarti il metodo più adatto a te per smettere di fumare”.
Ma la cosa spettacolare è la chiosa finale: “Chiedere un consiglio, è già iniziare a smettere”.
Come si dice a Roma: ma de che???
A me suona così: chiedi un consiglio (che tanto non segui) così, almeno, ti metti a posto la coscienza.
E ovviamente non smetti di fumare.

Postato da: ritarella a novembre 19, 2007 08:01 | link | commenti
per sorridere

sabato, 17 novembre 2007
Cancellando troppo in fretta un SMS

Un attimo fa ho ricevuto uno dei soliti SMS pubblicitari.
Li riconosco al volo dalla prima riga, e il dito parte automaticamente e quasi inconsapevolmente verso il tasto che elimina il messaggio.
Ma stavolta non era per suonerie, oroscopi e simili, e stavolta mi è un po’ dispiaciuto di averlo cancellato così velocemente.
Perché mentre spingevo il tasto “elimina” il testo che stavo cancellando mi ha incuriosito, e averla cancellato di getto mi ha lasciato il dubbio: come sarebbero state le posizioni del Kamasutra sul telefonino?

Postato da: ritarella a novembre 17, 2007 09:14 | link | commenti (2)
per sorridere

sabato, 10 novembre 2007
Gli angeli

Di solito, le catene - via mail o via sms - io le interrompo sempre.
Però poco fa sul mio telefonino ho ricevuto questa, che nella sua semplicità mi sembra bellissima.
Stamattina aprendo la finestra un angelo mi ha chiesto cosa mi auguravo per oggi.
Gli ho risposto di prendersi cura della persona che legge questo sms e della sua famiglia.
Gli angeli esistono e quando non hanno le ali si chiamano amici.
Mandalo a 7 angeli e… (ecc. ecc.)

Postato da: ritarella a novembre 10, 2007 10:04 | link | commenti (2)
per sorridere

mercoledì, 31 ottobre 2007
Il vero problema

“Ho capito: il mondo è pieno di problemologi, ma scarseggiano i soluzionologi”
(Mafalda)

Postato da: ritarella a ottobre 31, 2007 08:01 | link | commenti (1)
citazioni, per sorridere

lunedì, 29 ottobre 2007
Sulla strada (3) - I pedoni

Di quelli che credono che anche i pedoni debbano tenere la destra, ho già detto.
Vogliamo parlare di quelli che sulle strade extraurbane, specialmente in montagna, a piedi, camminano affiancati in due o tre, occupando un bel pezzo della carreggiata, e ovviamente tenendo la destra, talché neanche vedono le auto che sopraggiungono alle loro spalle? Naturalmente anche in curva, così te li trovi davanti all’improvviso. E quasi mai si tratta di ragazzini (che raramente camminano), ma di persone adulte e (in teoria) vaccinate, intente in (sempre in teoria) salutari passeggiate… 
Ma i migliori sono i pedoni in città.
Ci sono quelli che sui marciapiedi “pascolano” come pecore, con una certa predilezione per i marciapiedi stretti e possibilmente affollati: più che camminare, o passeggiare, anche lentamente, stazionano (come pecore al pascolo, appunto), in gruppo; il numero dei componenti del gruppo è assolutamente variabile, come è variabile la disposizione che assumono, l’importante è che il numero e la disposizione impediscano il transito degli altri pedoni sul marciapiedi.
Nelle strade strette del centro, dove i marciapiedi o non esistono o sono strettissimi, che siano isole pedonali o no per il pedone è assolutamente indifferente: lui comunque pascola al centro della strada, spesso in branco, fregandosene delle auto (pochissime), dei taxi (non molti), dei motocicli (tantissimi), anzi la prende male per non dire s’incazza se qualcuno gli suona alle spalle chiedendo strada.
Poi ci sono quelli che attraversano la strada a 10 metri dalle strisce pedonali, ovviamente senza curarsi delle auto che arrivano, magari parlando al telefonino. E naturalmente te li trovi all’improvviso davanti al cofano, e li vedi all’ultimo momento, perché hanno un senso innato per sbucare per esempio da dietro un furgone parcheggiato, o da un autobus alla fermata. E naturalmente per far ciò scelgono di preferenza strade dove il traffico scorre non proprio lentissimamente.
Certo, a onor del vero, va anche detto che sulle strade i pedoni non sono mai al sicuro, neanche quando sono accorti e rispettano tutte le norme anche di sicurezza e prudenza, neppure sulle strisce pedonali… certi automobilisti li considerano quasi come i birilli: è un punto d’onore buttarli giù!
Al proposito, ricordo ancora il mio stupore la prima volta che sono stata a Londra, vedendo le auto che si fermavano per il solo fatto che c'era un pedone davanti alle strisce pedonali, anche se ancora sul marciapiedi: a Roma, se non ti "butti" in mezzo alla strada, non si  ferma nessuno!

Postato da: ritarella a ottobre 29, 2007 08:34 | link | commenti (2)
riflessioni, per sorridere

sabato, 20 ottobre 2007
Grande Woody...

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione, e te la godi al meglio.
Col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro.
Lavori quarant'anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare.
Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebé.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.
Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.
...E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!
(Woody Allen)

Postato da: ritarella a ottobre 20, 2007 12:43 | link | commenti (2)
antologia, per sorridere

martedì, 16 ottobre 2007
Ancora della stupidità

Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana.
Ma della prima non sono tanto sicuro.
(Albert Einstein)
Chissà se è da questa affermazione di Albert Einstein che Carlo M. Cipolla ha tratto la sua teoria.

Postato da: ritarella a ottobre 16, 2007 09:57 | link | commenti (1)
citazioni, per sorridere

mercoledì, 10 ottobre 2007
Sulla strada (2) – Gli scooTIR

Gli scooTIR sono quei veicoli a due ruote (per fortuna non tutti) che quando percorrono una strada, sia essa in città o extraurbana, riescono comunque ad occupare l’intera corsia di marcia, come, appunto, un TIR.
La cilindrata è indifferente, ma quasi sempre si tratta di scooter guidati da ragazzini, il che spiega almeno in parte il fenomeno: se come automobilisti si fossero trovati nelle situazioni di seguito descritte, probabilmente si renderebbero conto…
Chiarisco con degli esempi.
a) Strada stretta, a doppio senso di marcia e senza alcuna segnaletica orizzontale, di quelle che, quando incroci un altro mezzo che viaggia in senso opposto, rallenti perché in due ci si passa proprio a filo: lo scooTIR viaggia esattamente al centro della strada, accosta leggerissimamente verso destra se vede provenire, dal senso opposto, un altro veicolo, transitato il quale immediatamente si riporta al centro della strada; tu, che sei dietro, non riuscirai mai a superarlo in sicurezza, perché lo spazio tra il ciglio della strada e il due-ruote è di pochissimi centimetri più largo della tua auto.
b) Strada un pochino più larga, con al centro la striscia continua: il risultato non cambia, perché lo scooTIR viaggia comunque in prossimità della striscia, e per superarlo dovresti passare sulla corsia opposta, cosa che con la striscia continua è vietata, oppure superarlo a destra, il che è ugualmente vietato e anche pericoloso.
c) Strada con due belle corsie di marcia, nello stesso senso, divise dalla linea tratteggiata: lo scooTIR interpreta la linea tratteggiata per quello che è, e cioè una linea che divide in due lo spazio destinato al senso di marcia, passando per il centro dello spazio stesso… ergo, ci passa esattamente sopra, così è sicuro di stare esattamente al centro… se le corsie sono risicate, il risultato è lo stesso di cui ai punti precedenti.
Senza contare che spesso gli scooTIR amano “svolazzare” a destra e sinistra, incuranti del resto del mondo. E a nulla serve che tu, da dietro, cerchi di farti notare lampeggiando o suonando: loro non guardano gli specchietti retrovisori, né sentono il clacson perché spesso hanno nelle orecchie gli auricolari che sparano musica a palla, musica che evidentemente accompagna la loro “danza” sulla strada.
I guidatori di scooTIR si difendono dicendo di evitare i bordi delle strade perché sono dissestati e pieni di buche. Può essere, ma il fatto è che il fenomeno testé descritto è assolutamente indipendente dalle condizioni della strada: lo scooTIR viaggia al centro della strada a prescindere, anche quando la pavimentazione stradale è perfetta su tutta la superficie, anche quando, come per esempio nelle strade urbane, le auto parcheggiate occupano il bordo della strada; inoltre è di tutta evidenza  che il ciglio della strada dissestato non spaventa lo scooTIR quando decide di infilarsi e superare a destra…
Scena di stamattina: un po’ di traffico, le auto procedono incolonnate ma l’andatura è pressoché normale, appena un po’ rallentata; un’auto, più avanti, si porta sul centro della strada perché deve svoltare a sinistra, l’auto che la segue si sposta leggermente a destra (roba di 10 - 20 centimetri), perché tra l’auto che sta svoltando e il ciglio della strada c’è spazio più che sufficiente per passare oltre… se non fosse che uno scooter, vedendo che le auto davanti procedono incolonnate e troppo lente per i suoi gusti, pensa bene di superare tutta la colonna a destra, e per di più in velocità: per fortuna è riuscito ad inchiodare appena prima di finire addosso all’auto in cima alla fila, però è scivolato sull’erba bagnata del ciglio della strada ed è caduto, ma fortunatamente senza conseguenze… tant’è che si è rialzato subito e ha preso a parolacce gli automobilisti (!!!)
Gli scooteristi che frequentano queste pagine mi daranno addosso, lo so…

Postato da: ritarella a ottobre 10, 2007 09:04 | link | commenti (4)
riflessioni, per sorridere

martedì, 09 ottobre 2007
Il pessimista ottimista

“Sono pessimista e ottimista al tempo stesso.”
“Cioè?”
“Pessimista, perché penso sempre al peggio…”
“Ah…”
“… e ottimista, perché cerco sempre il lato positivo, anche nella disdetta.”
“…!”

Postato da: ritarella a ottobre 09, 2007 16:21 | link | commenti (2)
per sorridere

giovedì, 04 ottobre 2007
Sulla strada (1) - Il podista

Io ammiro tantissimo (e un po’ invidio) quelli che, la mattina prima di andare al lavoro o la sera prima di cena, si fanno una bella corsa.
Uno di questi – lo chiamerò podista – lo vedo quasi tutte le sere, tornando a casa in macchina.
E tutte le sere non posso fare a meno di pensare che questo podista, che avrà intorno ai 30 anni, evidentemente tiene molto alla sua salute, ma in realtà tiene pochissimo alla sua vita.
O forse ci tiene, ma non si rende conto che con la sua corsa salutista la mette in pericolo tutte le sere, perché tutte le sere rischia di essere investito.
Mi spiego: la strada dove incontro il podista è una strada molto bella, perché attraversa una sorta di cuneo di verde che si infila tra i palazzoni della periferia sud di Roma.
Però è una strada dal tracciato antico, che segue l’orografia del terreno, quindi piena di curve, dossi e saliscendi, non molto larga, senza marciapiedi e poco illuminata.
Ora – e mi rivolgo al podista – io capisco che è molto più piacevole e salutare correre su una strada costeggiata dagli alberi e circondata dai campi, piuttosto che nelle strade cittadine piene di traffico, e capisco anche che, se lo fai di notte, è perché probabilmente non puoi farlo in un orario diverso, di giorno.
Certamente è vero che quello di essere investiti è un rischio che si corre sempre, quando si è a piedi, perfino quando si cammina sui marciapiedi e perfino in pieno giorno (la cronaca insegna) ma se  proprio vuoi andare a correre su una strada senza marciapiedi, poco illuminata e di notte, almeno evita di vestirti completamente di nero (vabbe’ che il nero sfina) scarpe comprese – che uno proprio non ti vede, se non all’ultimo momento – o magari fai in modo di avere addosso qualcosa di catarifrangente (una maglietta, una cintura, le scarpe, una semplice striscia adesiva), così sei visibile da lontano!
Tutte le sere, quando lo vedo, mi viene in mente che la scuola, ormai, tutta tesa ad insegnare ai bambini la tecnologia avanzata, dimentica di insegnare loro le piccole regole di buon senso, peraltro talmente ovvie che se il cervello fosse ancora allenato ad un minimo di osservazione e di ragionamento, ci arriverebbero da soli.
Ma che sul codice della strada sta scritto che i pedoni devono tenere la destra come le auto? No, non c’è scritto, anzi c’è scritto il contrario, che devono marciare in senso opposto. E ti sei mai chiesto il perché? Facile, così ti puoi più facilmente rendere conto dell’eventuale pericolo, se non altro perché un’auto che ti arriva addosso, se ce l’hai davanti agli occhi te ne accorgi e puoi tentare di evitarla.
Sul codice non c’è nemmeno scritto che i pedoni devono vestirsi di chiaro, ma ci vuole molto a capire che è opportuno rendersi visibili? Hanno reso obbligatorio portare in macchina il giubbino con le strisce catarifrangenti, un motivo ci sarà, o no?… Posso capire che in caso di emergenza non è detto che uno ne abbia la possibilità (e infatti è previsto il giubino), ma visto che per andare a correre ti vesti appositamente… mettiti addosso qualcosa di visibile!
Ogni sera lo vedo, il podista, e ogni sera mi sono chiesta se era il caso di fermarmi e spiegargli il pericolo che corre… ma a parte il fatto che su quella strada, piena di curva e stretta, è pericoloso anche fermarsi, ho pensato che forse il podista mi avrebbe presa per matta, e/o mandata a quel paese.
Ma due sere fa ho superato il podista circa 200 metri prima della piazzola di una fermata di autobus, e allora mi sono fermata e l’ho aspettato. Quando gli ho fatto cenno di fermarsi mi ha guardato un po’ perplesso, forse pensava che avessi forato o avessi un guasto all’auto. Poi tutto d’un fiato gli ho detto che secondo me rischiava di essere investito ecc. ecc. Mi ha guardato ancor più perplesso, poi mi ha detto solo “Buonasera” e ha ripreso la sua corsa.
Ieri sera l’ho visto di nuovo, correva sul lato opposto della strada, indossava una maglietta chiara con due belle strisce catarifrangenti… incrociandolo, ho dato un colpo di clacson, e lui evidentemente mi ha riconosciuto perché mi ha salutato e mi ha gridato: “Hai visto? Ti ho dato retta”.   

Postato da: ritarella a ottobre 04, 2007 08:10 | link | commenti (4)
riflessioni, racconti, per sorridere

lunedì, 01 ottobre 2007
Un mio grande pregio (alla faccia della modestia)

Nei giorni passati chiacchieravo con un amico raccontandogli le mie disavventure legate ad allergie ed intolleranze varie, e conseguenti orticarie e dermatiti.
Parlando del più e del meno è venuto fuori che le prime manifestazioni in assoluto risalgono a tantissimi anni fa, ad un periodo durante il quale utilizzavo (ovviamente sotto controllo medico) alcuni farmaci omeopatici.
Sarà stato un caso (gli omeopati dicono che è impossibile che i farmaci omeopatici provochino allergie) fatto sta che in coincidenza con quella cura ho dovuto smettere di portare l’orologio: il polso mi si riempiva di piccole bolle che mi davano un prurito talmente insopportabile che io, grattandole, le facevo sanguinare.
All’inizio ho cominciato ad usare orologi di plastica, tipo Swatch, con l’ulteriore accortezza di applicare un pezzetto di stoffa o di plastica sotto la cassa, ma mi davano fastidio le uniche cose in metallo rimaste, e cioè la rondella laterale per la regolazione dell’ora e il dentino della chiusura.
D’inverno portavo l’orologio sopra la camicia, ma coperto dalla manica del maglione o della giacca, perché ero stufa di sentirmi dire che anche Gianni Agnelli lo portava così.
D’estate invece era un problema: io non so vivere senza sapere che ora è, quindi l’orologio lo portavo in tasca o nella borsa (non c’erano ancora i telefonini).
A parte che non possiedo (né porterei mai) un orologio d’oro, ma ben presto mi sono resa conto che anche l’oro mi dava gli stessi problemi, tanto è vero che, ad un certo punto, non ho potuto più indossare bracciali, anelli, catenine: sopporto (poco) soltanto gli orecchini, ma solo se “appesi” al lobo, perché se invece lo stringono (quelli con la chiusura a clip o a vite), nel giro di un’ora ho le orecchie di Dumbo.
E arriviamo al dunque: questa intolleranza ai gioielli è sempre stata considerata dai miei “fidanzati” un grande pregio, perché li esonerava dal regalarmi costosi gioielli (al limite solo orecchini, ma ne ho una collezione), compresi gli anelli, che sono sempre un tantinello impegnativi.
Mi chiedo: sarà per questo che quasi tutte le mie storie sono state poco impegnative?

Postato da: ritarella a ottobre 01, 2007 10:48 | link | commenti (2)
parlando di me, per sorridere

giovedì, 27 settembre 2007
Del BBB

Riprendendo (anche nel titolo del post) il commento dell’affezionato anonimo (che anonimo non è) ritengo doverose alcune osservazioni.
1)      Del narcisismo dei blogger. Bella l'affermazione, specie perché proviene da uno che non solo ha un blog (e quindi non scrive su un blocco note) ma che si è fatto in quattro per convincermi ad aprirne uno.
2)      Della perversione. Perfettamente d'accordo. Io so di non correre questo rischio, e credo che non lo corra neanche l’anonimo (che anonimo non è): non vado in giro a seminare commenti, salvo che sul blog di un certo anonimo (che anonimo non è), che peraltro mi pare ricambia la cortesia.
3)      Del patologico. Questo blog ne è la prova: alcuni di quelli che hanno in passato lasciato commenti mi hanno anche inserito nella lista degli amici, che è evidenziata nel profilo; però, qualche tempo dopo, forse avendo visto che io non ricambiavo la scelta, mi hanno rimosso. Ma io non me ne dispiaccio, anzi.
Concludendo:
a)      Sono felice di aver aperto un blog, e ringrazio chi mi ha convinto a farlo.
b)      Me ne frego se passo o meno per narcisista.
c)      Continuo a provare un po' d'imbarazzo per i tanti (troppi) lettori, ma comunque li ringrazio, soprattutto per i commenti (anche quelli stringati)

Postato da: ritarella a settembre 27, 2007 07:29 | link | commenti (4)
parlando di me, per sorridere

lunedì, 24 settembre 2007
Salutismo

Cambiamo tono, un po' meno serioso: un pizzico di sano umorismo (una risata fa meglio di tante medicine e di tante pratiche salutistiche).
Anche questa è una mail che ho ricevuto giorni fa.
“Per tutti gli adulti contemporanei pseudo-intellettuali neuro-ipocondriaci (ovverosia, tutti noi)... vediamo di aiutarci a migliorare la nostra salute.
Allora: tutti i giorni bisogna mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio. E anche un’arancia per la vitamina C e una tazza di the verde senza zucchero, per prevenire il diabete.
Tutti i giorni bisogna bere due litri d’acqua (sì, e poi pisciarli, il che richiede il doppio del tempo che serve per in berli).
Tutti i giorni bisogna mangiare un Actimel o uno yogurt per avere gli 'L. Casei Defensis', che nessuno sa bene che cosa cavolo sono, però sembra che se non s’ingoiano per lo meno un milione e mezzo di questi bacilli (?) tutti i giorni, si inizia a vedere sfuocato.
Ogni giorno un’aspirina, per prevenire l’infarto, e un bicchiere di vino rosso, sempre contro l’infarto. E un altro di bianco, per il sistema nervoso. E uno di birra, che già non mi ricordo per che cosa era. Se si bevono tutti insieme, possono provocare un’emorragia cerebrale, però non c’è da preoccuparsene, perché non ce se ne rende neanche conto.
Tutti i giorni bisogna mangiare fibra. Molta, moltissima fibra, finché si riesce a rifare un maglione.
Si devono fare tra i 4 e 6 pasti quotidiani, leggeri (e ricchi di fibre), senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone. Facendo i calcoli, solo in mangiare se ne vanno 5 ore.
Ah, e dopo ogni pranzo bisogna lavarsi i denti, ossia: dopo l’Actimel e la fibra vanno lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo la banana i denti... e così via finché rimangono dei denti in bocca, senza dimenticarsi di usare il filo interdentale, massaggiare le gengive, e poi il risciacquo con Listerine... meglio ampliare il bagno e metterci il lettore di CD, perché tra l’acqua, le fibre e i denti, ci si passeranno varie ore, lì dentro.
Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, più le 5 necessarie per mangiare, fanno 21. Ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico.
Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno… No, non si può, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz’ora (per esperienza: dopo 15 minuti bisogna tornare indietro, altrimenti la mezz’ora diventa una).
Bisogna mantenere le amicizie perché sono come le piante, bisogna innaffiarle tutti i giorni. E anche quando si va in vacanza, suppongo.
Inoltre, bisogna tenersi informati, e leggere per lo meno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.
Ah!, si deve fare sesso tutti i giorni, però senza cadere nella routine: bisogna essere innovatori, creativi, e rinnovare la seduzione. Tutto questo ha bisogno di tempo. E senza parlare del sesso tantrico (al riguardo ricordarsi che bisogna lavarsi i denti dopo che si mangia qualsiasi cosa!).
Bisogna anche avere il tempo di pulire la casa, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane o... dei figli???
Insomma, per farla breve, i mei conti danno 29 ore al giorno. L’unica possibilità che mi viene in mente è fare varie cose contemporaneamente… per esempio: ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta così bevi i due litri d’acqua.
Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l’amore (tantrico) al compagno/a, che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra.
Ti è rimasta una mano libera? Chiama i tuoi amici! E i tuoi! Bevi il vino (dopo aver chiamato i tuoi ne avrai bisogno).
Il BioPuritas con la mela te lo può dare il tuo compagno/a, mentre si mangia la banana con l’Actimel, e domani si fa cambio.
E meno male che siamo cresciuti, se no dovremmo trangugiare un ALPINITO Extra Calcio tutti i giorni.
Uff! Però se ti rimangono due minuti liberi, invia questo messaggio ai tuoi amici (che bisogna innaffiare come una pianta) mentre mangi una cucchiaiata di Total Magnesiano, che fa un mondo di bene.
Adesso ti lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d´acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, già non so più cosa sto facendo, però devo andare urgentemente al cesso. E ne approfitto per lavarmi i denti....”
Credo di preferire la mia vita, forse meno salutista, sicuramente anche meno affannata.

Postato da: ritarella a settembre 24, 2007 08:09 | link | commenti (1)
per sorridere

venerdì, 14 settembre 2007
Forse non è il rientro dalle ferie...

… forse il problema è un altro.
L’ho capito stamattina, quando mi è arrivata la mail che segue.
“La Sindrome di Attenzione Deficitaria Attivata dall'Età si manifesta ad esempio così.
Decido di lavare la macchina.
Mentre mi avvio al garage vedo che c'è posta sul mobiletto dell'entrata.
Decido di controllare prima la posta.
Lascio le chiavi della macchina sul mobiletto per buttare le buste vuote e la pubblicità nella spazzatura e mi rendo conto che il secchio è strapieno.
Visto che fra la posta ho trovato una bolletta e decido di approfittare del fatto che esco a buttare la spazzatura per andare fino alla posta (che sta dietro l'angolo) per pagare la bolletta.
Prendo dalla tasca il portafogli e vedo che è praticamente vuoto.
Vado su in camera a prendere il bancomat, e sul comodino trovo una lattina di coca cola che stavo bevendo poco prima e che mi ero dimenticata lì.
La sposto per cercare il bancomat e sento che è calda... allora decido di portarla in frigo.
Mentre esco dalla camera vedo sul comò i fiori che mi ha regalato mio marito e mi ricordo che li devo mettere in acqua.
Poso la coca cola sul comò e lì trovo gli occhiali da vista che è tutta la mattina che cerco.
Decido di portarli nello studio e poi metterò i fiori nell'acqua.
Mentre vado in cucina a cercare un vaso e portare gli occhiali sulla scrivania dello studio, con la coda dell'occhio improvvisamente vedo un telecomando.
Qualcuno deve averlo dimenticato lì (ricordo che ieri sera siamo diventati pazzi cercandolo).
Decido di portarlo in soggiorno (al posto suo!!), appoggio gli occhiali sul frigo, non trovo nulla per i fiori, prendo un bicchiere alto e lo riempio d’acqua (intanto li metto qui dentro...).
Torno in camera con il bicchiere in mano, poso il telecomando sul comò e metto i fiori nel recipiente, che non è adatto naturalmente... e mi cade un bel po’ di acqua... (porca miseria!!!), riprendo il telecomando in mano e vado in cucina a prendere uno straccio.
Lascio il telecomando sul tavolo della cucina ed esco… e cerco di ricordarmi che cavolo dovevo fare con lo straccio che ho in mano...
Conclusione:
- sono trascorse due ore
- non ho lavato la macchina
- non ho pagato la bolletta
- il secchio della spazzatura è ancora pieno
- c'è una lattina di coca cola calda sul comò
- non ho messo i fiori in un vaso decente
- nel portafogli non ci sono soldi
- non trovo più il telecomando della televisione né i miei occhiali
- c'è una macchiaccia sul parquet in camera da letto
- e non ho idea di dove siano le chiavi della macchina!!
Mi fermo a pensare: come può essere? Non ho fatto nulla tutta la mattina, ma non ho avuto un momento di respiro... mah!!!
Fammi un favore rimanda questo messaggio a chi conosci perchè io non mi ricordo più a chi l'ho mandato!
E non ridere perché se ancora non ti è successo, ti succederà... prima di quanto credi!!!”
Sono preoccupata… a me succede praticamente tutti i giorni…

Postato da: ritarella a settembre 14, 2007 08:09 | link | commenti (1)
parlando di me, per sorridere