Perle sparse un po' dovunque che altrimenti andrebbero perse....

Eccomi

Blogger: ritarella
Nome: Chi sono probabilmente si capisce da quello che scrivo qui.
Questo blog nasce non per comunicare qualcosa di particolare a qualcuno in particolare, ma solo per raccogliere pensieri, ricordi, sensazioni, riflessioni... perle insomma. Perle che sono pane per l'anima (e con ciò è spiegata anche l'immagine, piccoli panini in fila, appunto come perle). Il blog contiene solo scritti, moltissimi dei quali provenienti da dei quaderni che mi hanno accompagnato fin da quando avevo 14 anni, e su cui ho annotato di tutto, pensieri, citazioni, battute di spirito, ricordi, aforismi, qualunque cosa che in quel momento mi abbia colpito o interessato, indifferentemente cose serie (poche) e cretinate (tante). Li ho conservati tutti, questi quaderni, ormai sono decine, e appunto molto di quanto riportato in questo blog proviene da lì, tutte cose appuntate nell'arco di decenni, a volte rivisitate, molto più spesso riportate volutamente senza data, perché con il passare del tempo il motivo per cui sono state scritte non c'è più, e quindi il valore dello scritto è intrinseco, ormai sganciato dal fatto che l’ha provocato. E' una cosa nata per gioco e senza alcuna pretesa, che a distanza di mesi è sì ancora un gioco e continua a non aver pretese, ma è diventato anche uno sfogo ed un rifugio: un appuntamento quasi quotidiano, che da una parte mi provoca e dall’altra mi rilassa, ma di cui sento il bisogno. Anche se – per dirla tutta – m'imbarazza un po’ sapere che c’è qualcuno che legge quel che scrivo. E magari apprezza anche qualcosa di ciò che scrivo. Un pizzico di vanità? Certamente, ma non avendo intenzione di cambiare mestiere, con questo blog continuo solo a giocare. Ma ovviamente il blog è aperto a chiunque abbia voglia di leggere o anche lasciare un commento.

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lunedì, 31 marzo 2008
Foto ingiallite

Diceva Madre Teresa di Calcutta: “Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite… “
Secondo me nelle foto ingiallite non ci sono solo i ricordi, c’è la mia storia, c’è l’essenza stessa del mio essere e del mio vivere oggi, che non può prescindere dal mio ieri, di cui le foto ingiallite sono muta testimonianza.
Io sono viva e mi sento viva, ma non voglio dimenticare: per questo amo le foto ingiallite, ma non vivo di esse.

Postato da: ritarella a marzo 31, 2008 18:11 | link | commenti (1)
citazioni, parlando di me

sabato, 29 marzo 2008
Chiasmo

Leggendo un articolo qualche giorno fa mi sono imbattuta in questa parola, chiasmo.
Reminiscenze liceali a parte, e a parte anche gli esempi letterari per spiegare questo termine, che deriva dal “χ” greco, l’autore dell’articolo (Luca Telese) dava la seguente definizione: “Due rette che vanno in direzioni opposte, si scontrano, si attraversano e subito si allontanano”.
Però io non parlerei di direzioni opposte, ma semplicemente diverse.
E mi viene in mente che il “χ” greco ricorda molti degli incontri che ho fatto nella vita: persone che andavano in direzioni diverse dalla mia, che hanno attraversato la mia vita con un contatto diretto e a volte violento, e che ho perso di vista (ma non dimenticato).

Postato da: ritarella a marzo 29, 2008 11:50 | link | commenti (1)
riflessioni

venerdì, 28 marzo 2008
A parlar chiaro si va

I teorici della chiarezza scrivono libri torbidi.
(Charles Péguy).

Postato da: ritarella a marzo 28, 2008 16:04 | link | commenti (1)
citazioni

giovedì, 27 marzo 2008
Tesoro

L’unico tesoro è quello che, in umanità e amicizia, ti porti dentro.
(Maria Gloria Riva, in Volti e stupore)

Postato da: ritarella a marzo 27, 2008 15:36 | link | commenti (2)
citazioni

mercoledì, 26 marzo 2008
Variabile (2)

Riguardo a “Variabile” un amico anonimo (che tanto anonimo non è, ma se vuol far finta di rimanere tale… fatti suoi!) mi scrive:
“Perché dici «sarebbe bello se…»? Sarebbe bello se il tempo fosse sempre esattamente prevedibile, minuto per minuto? Oppure sarebbe bello se il tempo fosse sempre sereno? Sai che palle! Ogni tanto ci vuole la pioggia, e anche un bel temporale ci sta bene, così assapori con gusto la quiete dopo la tempesta di leopardiana memoria.
Come dici tu, il tempo è come la vita: se fosse sempre uguale (per esempio sempre bello) ti stuferesti presto, e la stessa cosa se fosse variabile sì, ma esattamente prevedibile.
No, la vita va bene così, con i suoi alti e bassi, con le sue giornate serene insieme a quelle nuvolose, con le sorprese dell’imprevedibile.
Altrimenti sarebbe una noia devastante… peggio, una vita da automi.”
Beh, io tutto questo l’avevo sottinteso nell’ultima riga. Ovvio che non posso che sottoscrivere, anzi trascrivere.
Anche se continuo a chiedermi perché l’anonimo non ha semplicemente scritto un commento… anonimo!

Postato da: ritarella a marzo 26, 2008 10:22 | link | commenti (2)
riflessioni

martedì, 25 marzo 2008
Variabile

La variabilità è la condizione meteorologica che fa maggiormente girare le scatole.
Alzi la mano chi, ascoltando le previsioni del tempo, alla parola “variabile” non ha pensato almeno una volta “si, vabbe’, dicono variabile per pararsi, perché non sanno neppure loro che pesci prendere”.
Il fatto è che quando il tempo è variabile il più delle volte non ci pigli: esci di casa bardato pensando che faccia freddo e magari piova anche, e ti ritrovi a sudare trascinandoti dietro pure l’ombrello, oppure esci vestito leggerino e ti ritrovi inzuppato ed infreddolito.
Non che uno ci conti più che tanto, sulle previsioni, o non esca di casa senza prima averle consultate, però sarebbe bello se…
Invece no, il tempo cambia sempre, più o meno velocemente, e noi che non ci rassegnamo a qualcosa che non possiamo completamente controllare e prevedere, attacchiamo con la litania dei luoghi comuni, dall’effetto serra alle glaciazioni, per finire con il più popolare e sacrosanto dei luoghi comuni, quello che va bene sempre: “Non esiste più la mezza stagione”, che poi sarebbe la stagione tipica del tempo variabile.
Ieri è stata una giornata di tempo variabile, anzi variabilissimo: repentini annuvolamenti, brevi acquazzoni, veloci schiarite e fulminei (mai termine fu più preciso) temporali, un continuo susseguirsi di cambiamenti; neanche il tempo di godere della breve schiarita che subito un nuvolone scuro irrompe nel cielo azzurro, e un attimo dopo uno scroscio di pioggia, e poi di nuovo un timido raggio che cerca di spuntare tra le nuvole che si diradano, e poi ancora pioggia, e grandine.
Insomma una di quelle giornate che se sei in giro diventi scemo ad aprire e chiudere in continuazione l’ombrello; io invece ero in casa, con gli amici più cari, davanti al camino e ad un’enorme finestra, ad osservare i repentini cambiamenti del cielo, e a parlare delle cose che cambiano, che variano veloci come succede in una giornata di tempo variabile… Variabile, come lo srotolarsi della vita, appunto.

Postato da: ritarella a marzo 25, 2008 19:22 | link | commenti (2)
riflessioni, parlando di me

lunedì, 24 marzo 2008
Andare incontro alla realtà

In un mondo di fuggiaschi – tutti infatti fuggono di fronte all’inevitabilità di stabilire un senso per la vita – la persona che prenda la direzione opposta sembra che fugga, invece è colui che va incontro alla realtà.
(T. S. Eliot)

Postato da: ritarella a marzo 24, 2008 19:56 | link | commenti (2)
citazioni

sabato, 22 marzo 2008
Non solo una casa

Una casa frana sempre e solo dall'interno.
(Charles Péguy)

Postato da: ritarella a marzo 22, 2008 16:30 | link | commenti (1)
citazioni

venerdì, 21 marzo 2008
Si è...

... ciò che si guarda.

Postato da: ritarella a marzo 21, 2008 13:23 | link | commenti (1)
riflessioni

giovedì, 20 marzo 2008
Zapping

Serata vuota, come lo schermo che ho davanti, dove i pensieri vanno e vengono come schiuma, su onde di moda imposte per prigione televisiva, appunto.
E non resta che un impasto indistinto di emozioni e reazioni effimere.
Cioè niente.

Postato da: ritarella a marzo 20, 2008 09:18 | link | commenti (1)
riflessioni, parlando di me

mercoledì, 19 marzo 2008
L'alba, come un nuovo inizio

L’alba e il tramonto sono apparentemente uguali, per esempio per la luce, i colori e le sfumature del cielo. Ma non è così.
Forse sarà per l’atmosfera, il silenzio, la predisposizione degli occhi e del cuore di chi guarda, ma non è affatto la stessa cosa.
L’alba è più dolce, non melanconica, ti dà la sensazione che qualcosa di nuovo stia accadendo, ti guardi intorno ed è bello, ovunque, cogliere il risveglio, mentre la luce pian piano accarezza dolcemente le cose.
Una specie di rinascita, come un nuovo inizio: la luce ed il sole hanno una forza incredibile sull’animo e l’umore.
E la sensazione che tutto il resto deve ancora accadere.

Postato da: ritarella a marzo 19, 2008 08:36 | link | commenti (3)
riflessioni, parlando di me

martedì, 18 marzo 2008
Il viaggio

Mi piace una frase, che appartiene agli Indios del Chiapas: “Camminare domandando”. Ecco, il viaggio è una domanda. (…)
Quello che conta è il viaggio e non l’approdo, anche se un viaggio non si può fare senza meta. Ma è durante il percorso che il bagaglio si arricchisce, è durante il cammino che l’incontro diventa esperienza di vita.
Il viaggio è tale se i viandanti si guardano negli occhi, se ad un passo segue uno sguardo.
(Fabio Cavallari, in Volti e stupore)

Postato da: ritarella a marzo 18, 2008 09:48 | link | commenti (4)
citazioni

lunedì, 17 marzo 2008
Emozionante ed eccezionale

Emozionante è un fatto nuovo, bello e a te sconosciuto, che colpisce e provoca il tuo cuore determinando un senso di panico dolcissimo, tenero e sorpreso.
Eccezionale è un fatto emozionante che viene riconosciuto e giudicato tale dalla tua intelligenza.
Molti sono gli incontri emozionanti, ma pochi quelli eccezionali.

Postato da: ritarella a marzo 17, 2008 09:08 | link | commenti (1)
riflessioni

sabato, 15 marzo 2008
Desiderio

Se potessi esprimere un desiderio chiederei la risposta ad ogni domanda.

Postato da: ritarella a marzo 15, 2008 18:09 | link | commenti (1)
parlando di me

venerdì, 14 marzo 2008
A volte basta poco

Ci sono piccole cose che ci piacciono perché, pur essendo banali, danno quel qualcosa che illumina e rende un po’ particolare una giornata che altrimenti sarebbe la solita giornata grigia.
Per quel che mi riguarda sono per lo più cose di per sé semplicissime, normalissime, eppure…
Per esempio una limpida giornata di sole, di quelle che ti fanno capire che l’inverno sta ormai lasciando il posto alla primavera.
Oppure uscire mollando una scrivania stracolma di cose più o meno urgenti, anche se sei consapevole che quando tornerai le troverai ancora tutte lì, con la loro urgenza, e magari tirando tardi, ma le devi fare.
O una chiacchierata con un amico a cui vuoi bene, con cui chatti tutti i giorni ma che vedi rarissimamente.
O magari andare a mangiare in un piccolo ristorante, e riproporsi di tornarci.
Oppure una passeggiata in riva al mare, con le onde che s’infrangono sugli scogli, mentre in giro c’è poca gente perché fa ancora freddo.
Ieri era una splendida giornata di sole, avevo la scrivania stracolma, ma l’ho mollata, per andare a pranzo con un amico che non vedevo da tempo, in un piccolo ristorante delizioso. E poi due passi in riva al mare, emozionandosi nel guardare le onde. E tante confidenze, chiacchiere e silenzi.
Per rendere particolare una giornata basta poco, anche una sola delle cose che ci piacciono. Tante cose la rendono speciale.
E chissene se ho rischiato che mi andasse di traverso, la giornata speciale, e chissene se ho dormito solo due ore, e chissene tutto il resto.
A volte basta poco, per essere contenti.

Postato da: ritarella a marzo 14, 2008 09:50 | link | commenti (2)
parlando di me

giovedì, 13 marzo 2008
Dove è più magro

Ancora gli occhi vagano incerti, e le parole perse nei pochi ricordi. O almeno, con molti ricordi, ma solo di sogni. Millimetri fintamente taglienti.
Sul sedile accanto al mio l'oceano scorre nei titoli di coda della mia vita, in bilico su una rugginosa panchina bianca,
ad aspettare lei… coraggio ed incoscienza…
La crepa del cielo, col fiato in sosta tra gola e palato, mi crede folle nel parlare sostanzialmente di niente, una musica assordante da ricacciarci tutti i sentimenti nella cappa nera,
ad aspettare lei…
L’ho quasi dimenticata.
E le parole ora suonano vuote e indifferenti, echi detonati che portano il bicchiere alle mie labbra.
(Joshua Weinberg)

Postato da: ritarella a marzo 13, 2008 09:12 | link | commenti
poesie, antologia

mercoledì, 12 marzo 2008
Tango

Esprime in verticale un desiderio orizzontale.
Presa dal trailer del film “Shall we dance?” (eh, botta di cultura!), come definizione mi sembra niente male, certo che detta da Jennifer Lopez a Richard Gere è tutta un’altra cosa!

Postato da: ritarella a marzo 12, 2008 09:34 | link | commenti
per sorridere

lunedì, 10 marzo 2008
Tuoni e fulmini, e sogni veloci come saette

E’ notte fonda, mi ha svegliato un violento temporale, quasi un nubifragio, condito da tuoni e fulmini. I rami del grande cedro nel giardino però fanno arrivare sulla finestra solo poche gocce di pioggia che, trascinate dalla gravità verso il basso ognuna con percorsi diversi, compongono sui vetri strani disegni.
I fulmini che illuminano la notte fanno brillare le gocce, e i disegni sui vetri sembrano preziosi ricami cangianti, che durano quanto la luce del lampo: un attimo. Ed io rimango incantata a guardare verso la finestra di nuovo buia, come a voler cogliere, in quell’attimo di luce sulla geometria misteriosa tracciata dalla pioggia sul vetro, un segno, o un sogno.
Che strani effetti produce la diversa velocità del fulmine e del tuono! Il sogno dura pochi secondi, quelli che separano il fulmine dal tuono, che irrompendo fragoroso mi riporta alla realtà, quella del buio e della pioggia appena al di là del vetro.
E come quando ero bambina, torno a rifuggiarmi tra le coperte, per cercare i sogni del sonno, lasciando sui vetri quelli disegnati dalla pioggia.

Postato da: ritarella a marzo 10, 2008 12:27 | link | commenti (1)
racconti, parlando di me

domenica, 09 marzo 2008
L'ovvietà

Uno dei mali del mondo.
Non farsene travolgere è un imperativo.

Postato da: ritarella a marzo 09, 2008 21:04 | link | commenti (1)
riflessioni

sabato, 08 marzo 2008
La bellezza della vita reale

Tu, come la vita in persona, nella penombra incerta dell’alba.
Ma è sogno, e il sogno non è vita.
La vita non la si può cancellare, perché la vita è reale.
Scelgo la bellezza della vita reale.

Postato da: ritarella a marzo 08, 2008 14:10 | link | commenti (1)
riflessioni

venerdì, 07 marzo 2008
Silenzio, e solitudine

Come il silenzio può essere assordante, la solitudine può essere affollata.
E’ quasi ovvio dirlo, perché la solitudine e il silenzio sono anche condizioni soggettive, dipendono da come ti senti tu, non da quello che hai intorno.
Brutte esperienze, comunque.

Postato da: ritarella a marzo 07, 2008 11:00 | link | commenti (2)
riflessioni

giovedì, 06 marzo 2008
Lo steddazzu

L'uomo solo si leva che il mare è ancor buio
e le stelle vacillano. Un tepore di fiato
sale su dalla riva, dov'è il letto del mare,
e addolcisce il respiro. Quest'è l'ora in cui nulla
può accadere. Perfino la pipa tra i denti
pende spenta. Notturno è il sommesso sciacquio.
L'uomo solo ha già acceso un gran fuoco di rami
e lo guarda arrossare il terreno. Anche il mare
tra non molto sarà come il fuoco, avvampante.
Non c'è cosa più amara che l'alba di un giorno
in cui nulla accadrà. Non c'è cosa più amara
che l'inutilità. Pende stanca nel cielo
una stella verdognola, sorpresa dall'alba.
Vede il mare ancor buio e la macchia di fuoco
a cui l'uomo, per fare qualcosa, si scalda;
vede, e cade dal sonno tra le fosche montagne
dov'è un letto di neve. La lentezza dell'ora
è spietata, per chi non aspetta più nulla.
Val la pena che il sole si levi dal mare
e la lunga giornata cominci ? Domani
tornerà l'alba tiepida con la diafana luce
e sarà come ieri e mai nulla accadrà.
L'uomo solo vorrebbe soltanto dormire.
Quando l'ultima stella si spegne nel cielo,
l'uomo adagio prepara la pipa e l'accende.
(Cesare Pavese)
Ieri mi hanno regalato un libro su Pavese, molto bello. E molto bella era la dedica vergata sulla prima pagina: due versi di questa poesia di Pavese, che io amo molto, due versi che io cito spesso (l’ho fatto anche qui nel blog, qualche settimana fa): “Non c'è cosa più amara che l'alba di un giorno / in cui nulla accadrà. Non c'è cosa più amara / che l'inutilità”.
Questi due versi apparentemente sono una sorta di riflessione, ma il particolare che non siano alla fine, come ci si aspetterebbe, ma piazzati nel bel mezzo della descrizione dell’uomo solo, indica che di quella immagine sono parte sostanziale: quella descritta E’ l’alba di un giorno inutile, in cui nulla accadrà. Un giorno vuoto.

Postato da: ritarella a marzo 06, 2008 11:04 | link | commenti (1)
antologia

mercoledì, 05 marzo 2008
Dell'anonimato

L’anonimato di per sé non mi piace, preferisco sempre sapere con chi ho a che fare, però mi rendo anche conto che, in certe situazioni, l’anonimato è se non necessario quantomeno opportuno.
Ma evito qui di dilungarmi in casi e situazioni, che inevitabilmente comportano sottocasi e sottosituazioni, più una serie infinita di eccezioni, talché alla fine ogni caso… è un caso a sé.
Ma tant’è…
Però volevo riferirmi essenzialmente ai commenti anonimi lasciati qui.
So bene che, comunque, l’anonimato resta una delle grandi caratteristiche della rete, e dietro un nick ci può essere chiunque, anche una folla di persone.
Ma proprio per questo perché mettere un commento totalmente anonimo? Vorrei un nome, un segno, un qualcosa da cui possa capire se due o più commenti vengono dalla stessa persona, anche se alla fine non so comunque chi concretamente questa persona sia.
Ribadisco che anche se preferirei cento volte sapere con chi sto interagendo, riconosco la libertà di ognuno di non palesarsi, però sul blog mi trovo decine e decine di commenti anonimi: quasi 200, quindi più di un terzo del totale. Alcuni non sono proprio anonimi, c’è qualcosa che mi fa capire chiaramente da chi provengono (l’anonimo che anonimo non è, per esempio) ma gli altri? So certamente che non vengono da 100 o più persone diverse, e so bene che una pseudo firma in fondo ad commento in realtà direbbe ben poco, però, come dire … è una sciocchezza probabilmente, una posizione mentale mia più che una cosa concreta, però….
Cari anonimi che passate da queste parti, fatemi un favore, mettetecela una firmetta, in fondo ai vostri commenti, magari inventata, ma mettetecela!

Postato da: ritarella a marzo 05, 2008 11:53 | link | commenti (4)
parlando di me

martedì, 04 marzo 2008
Un'amarena, solo un'amarena

Prendo un'amarena, sembra un enorme rubino, la tengo per un attimo tra i denti, prima di morderla. Poi la mastico piano, nella speranza che il suo sapore possa portarmi da qualche parte nel mio passato.
(Ohran Pamuk, La casa del silenzio)

Postato da: ritarella a marzo 04, 2008 15:45 | link | commenti (2)
citazioni

lunedì, 03 marzo 2008
Nina

Era una bambina con gli occhi pieni sogni.
Capace di sognare a partire dall’oggetto più insignificante che le capitava tra le mani, di inventarsi le favole (sogni appunto) che nessuno le aveva mai raccontato.
Quanto più la realtà le incideva la vita, tanto più lei si rifugiava nei sogni. Quanto più la vita era dura con lei, tanto più lei era capace di sognare. 
Sogni. Non chimere, piuttosto desideri, e speranze.
Ed infatti i suoi sogni nascevano sempre dalla realtà, erano la sua capacità di cercare di vedere sempre il lato bello delle cose reali, in cui i principi azzurri in groppa a cavalli bianchi non avevano posto.
Infanzia infelice? Forse a vederla dall'esterno. Ma per lei no. Lei, Nina, sognava. E viveva: i suoi sogni altro non erano che i suoi desideri e le sue speranze.
E anche quando la bambina è diventata una donna adulta, che viveva (e combatteva) ogni giorno la sua vita, ancora i sogni ricamavano la sua giornata, ancora era capace di commuoversi davanti ad un tramonto, di sognare guardando un fiore che sboccia.
Ma non era fuori dalla realtà, tutt’altro: viveva pienamente la realtà – e come avrebbe potuto sottrarvisi? – solo che la realtà non è mai riuscita a sconfiggere i suoi sogni, i suoi desideri e le sue speranze.
Un po’ come la “disperata vitalità” di Pasolini, un’aggrapparsi disperato alla vita partendo dalla vita stessa, disperato non perché senza speranza, ma perché è speranza di chi può mettersi totalmente in gioco, tanto non ha nulla da perdere.
Era una bambina con gli occhi pieni di sogni, poi una donna che nei sogni trovava la forza per continuare a combattere, e a vivere, perchè i sogni non si possono fermare, anche se la vita fa di tutto per fermarli.
Solo la morte. Ma la morte può fermare la vita, non può spegnere i sogni, i desideri e le speranze che sono già stati donati al mondo.

Postato da: ritarella a marzo 03, 2008 10:28 | link | commenti (1)
racconti, ritratti, gli altri importanti

domenica, 02 marzo 2008
I primi accenni di primavera

Guardi una gemma e ti conforti: la vita rinasce, sempre.

Postato da: ritarella a marzo 02, 2008 10:39 | link | commenti (1)
riflessioni

sabato, 01 marzo 2008
Se è rotto, è rotto

Quando un vaso si rompe, si può riuscire a incollare i pezzi nascondendo i segni della rottura, talché il vaso sembra perfettamente integro. Sembra, ma non lo è.
Tanto è vero che non puoi più farne l’uso che ne facevi prima, perché non reggerebbe. Tanto è vero che basterebbe un piccolo colpo per farlo andare in pezzi di nuovo, perché la rottura, per quanto invisibile, lo rende fragilissimo.
Con le persone è lo stesso: puoi rimettere insieme i pezzi e far finta che sia tutto come prima, ma niente è come prima. Un colpetto, e tutto è di nuovo in pezzi.
Ma vale la pena incollare i pezzi per avere un vaso diventato fragilissimo, che non si può più usare? Vale la pena farlo solo per tenerlo in bella vista su un mobile, con il timore che vada in pezzi per un nonnulla?
L’esperienza dice che non vale la pena, ma chissà perché io ci provo sempre, a rimettere insieme i pezzi. E sempre, prima o poi, il vaso si sgretola. Definitivamente.

Postato da: ritarella a marzo 01, 2008 12:46 | link | commenti (3)
riflessioni, parlando di me