Perle sparse un po' dovunque che altrimenti andrebbero perse....

Eccomi

Blogger: ritarella
Nome: Chi sono probabilmente si capisce da quello che scrivo qui.
Questo blog nasce non per comunicare qualcosa di particolare a qualcuno in particolare, ma solo per raccogliere pensieri, ricordi, sensazioni, riflessioni... perle insomma. Perle che sono pane per l'anima (e con ciò è spiegata anche l'immagine, piccoli panini in fila, appunto come perle). Il blog contiene solo scritti, moltissimi dei quali provenienti da dei quaderni che mi hanno accompagnato fin da quando avevo 14 anni, e su cui ho annotato di tutto, pensieri, citazioni, battute di spirito, ricordi, aforismi, qualunque cosa che in quel momento mi abbia colpito o interessato, indifferentemente cose serie (poche) e cretinate (tante). Li ho conservati tutti, questi quaderni, ormai sono decine, e appunto molto di quanto riportato in questo blog proviene da lì, tutte cose appuntate nell'arco di decenni, a volte rivisitate, molto più spesso riportate volutamente senza data, perché con il passare del tempo il motivo per cui sono state scritte non c'è più, e quindi il valore dello scritto è intrinseco, ormai sganciato dal fatto che l’ha provocato. E' una cosa nata per gioco e senza alcuna pretesa, che a distanza di mesi è sì ancora un gioco e continua a non aver pretese, ma è diventato anche uno sfogo ed un rifugio: un appuntamento quasi quotidiano, che da una parte mi provoca e dall’altra mi rilassa, ma di cui sento il bisogno. Anche se – per dirla tutta – m'imbarazza un po’ sapere che c’è qualcuno che legge quel che scrivo. E magari apprezza anche qualcosa di ciò che scrivo. Un pizzico di vanità? Certamente, ma non avendo intenzione di cambiare mestiere, con questo blog continuo solo a giocare. Ma ovviamente il blog è aperto a chiunque abbia voglia di leggere o anche lasciare un commento.

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mercoledì, 22 agosto 2007
Delle cose belle è normale parlarne

Un commento di uno dei – pochi – lettori di questo personalissimo blog mi ha fatto riflettere.
L’anonimo commentatore in definitiva ha ragione.
Però non vedo quale sia il problema.
Potrei rispondere che sono fatti miei… ma visto che ne parlo in un luogo “pubblico” non mi sembra una risposta adeguata.
Però io ho sempre usato questo blog (così come ho usato i famosi quaderni di cui ho parlato in uno dei primi post) come un luogo dove annotare per me – e soprattutto per me – pensieri e sensazioni, riflessioni, note e quant’altro di interessante e soprattutto bello mi capita.
Che queste riguardino essenzialmente persone mi sembra del tutto normale.
Che ultimamente mi sia capitato di incontrare una persona bella la considero invece una grande fortuna.
E delle cose belle è normale parlarne. Tutto qui.

Postato da: ritarella a agosto 22, 2007 12:36 | link | commenti (2)
parlando di me, gli altri importanti

martedì, 21 agosto 2007
Viva la vita (abbasso la calma)

Per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente.
La calma è una vigliaccheria dell'anima.
(Lev Nikolaevic Tolstoj)

Postato da: ritarella a agosto 21, 2007 21:47 | link | commenti
citazioni

lunedì, 20 agosto 2007
Ballata dell'amore vero

Io vorrei volerti bene come ti ama Dio
con la stessa passione, con la stessa forza
con la stessa fedeltà che non ho io.
Mentre l'amore mio
è piccolo come un bambino
solo senza la madre
sperduto in un giardino.
Io vorrei volerti bene come ti ama Dio
con la stessa tenerezza, con la stessa fede
con la stessa libertà che non ho io.
Mentre l'amore mio
è fragile come un fiore
ha sete della pioggia
muore se non c'è il sole.
Io ti voglio bene e ne ringrazio Dio
che mi dà la tenerezza, che mi dà la forza
che mi dà la libertà che non ho io.
Ieri è morto Claudio Chieffo, uno che non ho difficoltà a definire “amico”, pur avendolo incontrato, di persona, solo un paio di volte ed in maniera superficiale.
Ma alcune delle canzoni che Claudio ha scritto, come questa, hanno accompagnato la mia vita.

Postato da: ritarella a agosto 20, 2007 07:28 | link | commenti (2)
antologia, gli altri importanti

domenica, 19 agosto 2007
Due sorprese

Ambedue talmente inaspettate che proprio non riuscivo ad immaginarle.
La prima, utilissima, è graditissima perché segno di un’attenzione rara.
La seconda è… non so come definirla.
Talmente sorprendente da essere folle, talmente inaspettata da essere imbarazzante.
Il termine “gradita”, che di solito si usa, in questo caso non calza, non rende.
Piuttosto direi commovente, non per la sorpresa in sé, ma per chi l'ha fatta e per ciò che l’ha mossa.
I (pochi) lettori di questo blog non capiranno. Fa niente. L’ho detto e lo ripeto, questo blog nasce soprattutto per me. Tanto, chi deve capire, capirà.

Postato da: ritarella a agosto 19, 2007 21:58 | link | commenti (1)
parlando di me, gli altri importanti

sabato, 18 agosto 2007
Di che manca il cuore?

Di che questa penuria?
di che manca
il cuore
che quasi non respira?
d’aria
e luce?
di canto?
Chiuso sotto la mole
non sa se della storia
umana o di che altro evo,
brucia, consuma
solo un poco
il tempo
della sua
interminabile contumacia.
Oh poco. Troppo poco – pensa.
(Mario Luzi da Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini)

Postato da: ritarella a agosto 18, 2007 15:57 | link | commenti (2)
poesie, antologia

venerdì, 17 agosto 2007
Poi dice che uno ammazza un amico...

Poco fa ho ricevuto questo SMS:
“Domani pomeriggio ti do due belle notizie. Della serie: come instillare una indomabile curiosità in una femmina riteggiante. Baci”
Poi dice che uno ammazza un amico.

Postato da: ritarella a agosto 17, 2007 22:46 | link | commenti (1)
parlando di me, gli altri importanti

giovedì, 16 agosto 2007
Una brutta sorpresa, ed una bella

Le sorprese sono sorprese perchè sono inaspettate, cioè ti piombano tra capo e collo quando meno te le aspetti e da dove meno te le aspetti.
Le sorprese possono essere belle o brutte, piacevoli o spiacevoli.
Ci sono luoghi che io considero una sorta di rifugio, dove mi sento al sicuro.
Luoghi forse un po’ scontati, dove tutto è prevedibile e va come ci si aspetta che vada.
Ma a volte si ha bisogno di sentirsi in qualche modo al riparo da sorprese, belle o brutte che siano.
Poi ci sono luoghi dove tutto è ancora incerto, da scoprire.
Che danno anche il brivido del non definito, della sorpresa, che appunto può essere piacevole o spiacevole, comunque una sorpresa.
Dove si va un po’ a tentoni, con i piedi di piombo, tentando di capire, scoprire, definire.
Poi qualcuno spariglia le carte, e tu rimani spiazzato.
Spiazzato dalla sorpresa (spiacevole, per non dire brutta) che viene da dove non ti aspetti, il posto scontato ma fidato, dove tu ti sentivi al sicuro.
E spiazzato dalla sorpresa (piacevole, bella) anch’essa che viene da dove non ti aspetti, il posto ancora sconosciuto, dove ti muovevi con circospezione, ancora incapace di fidarti e non sapendo se ci puoi contare.
Luoghi, posti, cioè persone, cioè amici.

Postato da: ritarella a agosto 16, 2007 20:57 | link | commenti (2)
parlando di me, gli altri importanti

mercoledì, 15 agosto 2007
Ma chi l'ha detto che Roma a Ferragosto è vuota?

Ma chi l’ha detto che Roma è vuota?
Beh, ne ero convinta anch’io, ma mi sono dovuta ricredere.
Mai vista tanta gente in giro a Ferragosto, mi sembrava di più anche dell’invasione del Giubileo del 2000.
Pensavo che mi sarei potuta godere un po’ la mia città… ma è stata una speranza vana.
Decisamente meglio il silenzio e il fresco del mio giardino, in periferia, quella sì abbastanza svuotata.
Silenzio e solitudine, l’ideale per riposarsi, e per pensare un po’ ai fatti propri.
E magari per prendere decisioni importanti.

Postato da: ritarella a agosto 15, 2007 22:29 | link | commenti (2)
roma, parlando di me

martedì, 14 agosto 2007
SOS Africa

Ieri sera ho rivisto, dopo quasi tre anni, un carissimo amico che di mestiere fa… il medico (missionario) in Kenia.
Copione solito: parliamo degli amici comuni, di quello che è successo dall’ultima volta che ci siamo visti, delle novità e dei problemi in Kenia.
Poi mi dà la solita lista di ciò che gli sarebbe utile e che io cercherò di procurargli.
C’è di tutto, da medicinali a piccoli elettrodomestici, materiale per i computer, ecc.
Le liste in realtà sono due.
La prima comprende le cose che riporterà via lui, quando ripartirà tra qualche settimana.
La seconda, quella con l’elenco delle cose da spedire con i soliti pacchi che periodicamente gli inviamo, comprende tutta una serie di richieste da parte dei volontari italiani che sono lì: oltre ai medicinali, come ovvio, ci chiedono per esempio la pasta, ma anche articoli per l’igiene personale… e vien da ridere a pensare che, oltre a quello che normalmente ci viene in mente possa essere utile in un ospedale sperduto dell’Africa, ci vengono richiesti assorbenti e schiuma da barba!

Postato da: ritarella a agosto 14, 2007 16:48 | link | commenti
per sorridere, gli altri importanti

lunedì, 13 agosto 2007
Maledetta zanzara

Stanotte una zanzara mi ha letteralmente massacrato.
Diceva il buon Marcello Marchesi: “Una puntura di zanzara prude meno, quando sei riuscito a schiacciare la zanzara”.
Bene, io la zanzara sono riuscita a spiaccicarla, ma ho ugualmente un bubbone sul collo, e mi prude da morire!
Le zanzare sono come i problemi: anche se li elimini, comunque, almeno per un po', lasciano il segno.

Postato da: ritarella a agosto 13, 2007 08:54 | link | commenti
citazioni, per sorridere

domenica, 12 agosto 2007
Uno splendido grazie

Se tutti ci trattassimo come tu tratti noi, che spettacolo per il mondo!
Roberto, grazie. Questa è la soddisfazione più grande. Ma non serve la tessera, vale per tutti.

Postato da: ritarella a agosto 12, 2007 12:25 | link | commenti (2)
gli altri importanti

sabato, 11 agosto 2007
Finalmente le ferie

Da oggi sono in ferie.
Ma resto a Roma.
E non mi dispiace affatto.
Un po’ perché a casa mia, tutto sommato, si sta bene: c’è silenzio, tranquillità, ed è abbastanza fresca.
Un po’ perché dopo mesi e mesi concitati, passati a correre da una parte all’altra, incontrando gente, parlando, litigando ecc. ecc., le cose di cui ho più bisogno sono riposo assoluto e silenzio, e anche solitudine.
Un po’ perché non ho neanche la forza di pensare ad un posto dove andare, figuriamoci cercarlo.
Ma in fondo, è obbligatorio andare in qualche posto?
Ad agosto il posto meno frequentato ha una densità di 15 persone per mq., a meno che non si decida di andare in un posto lontano, sconosciuto e selvaggio, oppure in un eremo in cima ad una montagna.
Ma se devo massacrarmi per andare in un posto scomodo in capo al mondo, oppure rinchiudermi in un eremo, preferisco le comodità di casa mia, fresca, con un bel giardino, con i miei libri, i CD e i DVD, che per mesi ho spolverato senza mai trovare il tempo di leggere, ascoltare, guardare.
Così posso organizzarmi come mi pare, senza il seppur minimo orario: mangio quando ho fame, dormo quando ho sonno, che sia giorno o notte è assolutamente irrilevante.
Anzi, già che ci sono tolgo anche l’orologio appeso al muro in cucina, tanto a che mi serve sapere che ora è?
Non mi sembra uno scenario drammatico, anzi… più ci penso e più mi piace, l’idea.
E invece quando lo dico o mi pigliano per matta, oppure tirano fuori lo sguardo compassionevole della serie “poverina”….
Ma secondo me qualcuno m’invidia, e comunque ho deciso: da domani stacco il telefono, non rispondo al citofono (ma tanto chi suona?) e faccio credere a tutti che sono nel posto più lontano ed irraggiungibile che si possa immaginare.
E magari mi faccio un giro, ma su internet, cerco qualche posto bellissimo, sconosciuto e lontanissimo, e a settembre racconterò che alla fine sono partita con un last-minute a due soldi per un posto da favola.

Postato da: ritarella a agosto 11, 2007 11:45 | link | commenti (4)
parlando di me

venerdì, 10 agosto 2007
Chi disprezza.....

Dice il saggio: chi disprezza compra.
Ognuno di noi ha ampia esperienza in tal senso.
Io sono una molto istintiva, la prima impressione è sempre quella che prevale, anche successivamente, e per fortuna quasi sempre è anche quella giusta.
Ma questo non significa che sia quella evidente agli altri, o forse lo è, ma io non voglio che lo sia.
Ragion per cui se uno/a sconosciuto/a incontrato/a da poco suscita in me un qualche interesse, ben difficilmente lo lascio trasparire, soprattutto in pubblico.
Anzi di norma mi muovo in senso totalmente opposto.
Cioè disprezzo, ma (prima o poi) compro.

Postato da: ritarella a agosto 10, 2007 09:32 | link | commenti (2)
parlando di me

giovedì, 09 agosto 2007
Perfino volendo bene, si può far male

Un amico che tradisce provoca un immenso dolore.
Un amico che si defila provoca una profonda delusione.
Ma un amico può provocare un dolore ed una delusione grandissimi, pur senza tradire, pur senza defilarsi.
Può far male, e tanto, pur senza volerlo.
Può farti male perfino volendoti bene.

Postato da: ritarella a agosto 09, 2007 12:17 | link | commenti (1)
parlando di me, gli altri importanti

mercoledì, 08 agosto 2007
La bellezza...

La bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l'una all'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l'eternità.
(Oscar Wilde)
Avevo già citato Dostoevskij, ma anche Oscar Wilde dice una cosa stupefacente.
Sono sempre più convinta che la bellezza sia il fulcro del mondo.
La bellezza, non il bene, anzi il “Bene”, e con ciò si evita anche la solita tirata etico-moralistica.

Postato da: ritarella a agosto 08, 2007 09:11 | link | commenti (2)
citazioni, riflessioni

martedì, 07 agosto 2007
Una donna per amico

Sarebbe forse meglio dire “Un uomo per amico (o amica?)”, ma grazie a Battisti “Una donna per amico” suona più familiare.
In realtà cambia poco, solo il lato da cui si guarda, la sostanza è la stessa.
Di solito si dice che l’amicizia tra un uomo ed una donna non esiste.
Io ho sempre sostenuto il contrario: la persona che considero il mio migliore amico è un uomo, e la nostra amicizia dura da quando eravamo due ragazzini.
Un’amicizia che ha retto, oltre che al tempo, anche alla lontananza e agli impegni, che aumentano insieme all’età: ci si vede più raramente, ma il legame è sempre saldo, ed ogni tanto si rifanno le stesse pazzie di allora, pazzie che - visto che non siamo più due adolescenti - a volte hanno un qualcosa di ridicolo, ma chissene!
Un’amicizia che ha retto alla gelosia dei rispettivi partners, il che è stata sicuramente la cosa più difficile e faticosa, ma anche la più stimolante e divertente.
E allora?
Allora c’è che dopo tanto tempo adesso è cambiato qualcosa.
O forse non è cambiato nulla, è solo emerso qualcosa che già c’era.
In ogni caso mi sento spiazzata.
E sentirmi spiazzata non mi piace.

Postato da: ritarella a agosto 07, 2007 08:06 | link | commenti (3)
parlando di me, gli altri importanti

lunedì, 06 agosto 2007
La vita è sempre trionfo dell'improbabile e miracolo dell'imprevisto

Lo diceva Henri De Lubac.
In un mondo dove si vorrebbe prevedere e tenere sotto controllo tutto, questo potrebbe spaventare.
Effettivamente, un senso di timore per ciò che non è conosciuto e non dipende da noi può esserci.
Ma è anche molto stimolante, anzi direi che affascina.

Postato da: ritarella a agosto 06, 2007 07:46 | link | commenti (1)
citazioni, riflessioni

domenica, 05 agosto 2007
Roma ad agosto

Sarà perchè è domenica, sarà perchè è agosto, ma stamattina, in giro per il centro, non c’era praticamente nessuno.
Anche i turisti erano pochissimi, e tutti concentrati nelle solite zone.
Roma si è svuotata, ed è ancora più bella.
E sono contenta di rimanere qui, mentre tutti sono in ferie.

Postato da: ritarella a agosto 05, 2007 18:01 | link | commenti
roma

sabato, 04 agosto 2007
La speranza

La speranza, cioè una scintilla, una goccia di lei, non abbandona l'uomo, neppur dopo accadutagli la disgrazia la più diametralmente contraria ad essa speranza, e la più decisiva.
(Giacomo Leopardi, Zibaldone di pensieri, I)

Postato da: ritarella a agosto 04, 2007 11:05 | link | commenti (1)
citazioni

venerdì, 03 agosto 2007
Un'esigenza di felicità

Nella mia vita mi sono sempre sentita dire: "Tu hai un carattere forte, per questo riesci a fare quello che fai… e ci riuscirai sempre." Io non ne ero tanto sicura, anzi, per niente sicura.
Per dirla tutta mi ci rodeva anche un po’ ad essere considerata quella che non aveva bisogno di niente e di nessuno, perché tanto se la cavava sempre e comunque. Mi ci rodeva soprattutto perché ero sempre quella a cui si poteva chiedere (e fin qui, nessun problema: se posso, una mano te la do volentieri) ma se putacaso ero io ad alzare il ditino, non ci credeva nessuno… tutti a ridere! “Ma quando mai, piantala, figurati se tu hai problema! Stai fingendo, solo per farti coccolare un po’…”.
Un bel giorno mi sono stufata e ho detto “Basta!”, e ovviamente quasi nessuno mi ha preso sul serio. E’ andata avanti per un po’, ma la faccio breve. Diciamo che è servito per capire chi erano quelli su cui potevo contare… pochissimi, rispetto a quelli che mi giravano intorno prima, ma almeno sapevo che loro c’erano per me almeno quanto io c’ero per loro. Tanto è vero che ci sono ancora, a distanza di tantissimi anni. Insomma, quello che banalmente è definito “pochi ma buoni”.
Nessun rimpianto, anzi. Ma una domanda: cos’è che determina me, e anche questi amici con i quali con-divido molte cose della vita? Cosa determina, o meglio cosa caratterizza il nostro rapporto?
Non certo l’idea del “volemose bene e aiutamose”, men che meno quella del buon samaritano che va in giro per il mondo a fare del bene: se non c’è una ragione più grande, prima o poi, a far del bene, ti stufi. O serve anche te, alla tua vita, o non dura.
Ci ho messo un sacco di tempo, ma alla fine ho capito che il problema era uno solo: che il mio essere, la mia persona, era determinata da una cosa che mi portavo dentro e che mi accompagnava fin da quando ero un’adolescente desiderosa della vita ma in genere insoddisfatta... qualcosa che mi caratterizzava: un'esigenza di felicità che nessuna cosa poteva cancellare, e che sempre sarebbe emersa, magari come amarezza (per un qualcosa che non c’è e ti manca).
Ma è un’esigenza che fa sì che uno mette il cuore in quel che fa, qualsiasi cosa faccia, che stia davanti al computer o stia pulendo il sedere ai figli.
Dove mettere il cuore in quel che si fa, significa mettere se stessi, e mettere il cuore significa mettere in gioco quell'esigenza di felicità che è indomabile perché è parte della tua stessa essenza, del tuo essere.
Più di una volta mi sono chiesta se e perché valeva la pena: non ho trovato nessuna risposta più esauriente di questa, che è stata e continua ad essere il "movente" del mio essere e del mio fare, anche di un lavoro che a volte, anzi ultimamente spessissimo, è massacrante. Sento che è vero ed è l'unica cosa che aiuta ad essere vera, anche se, a volte, le circostanze della vita rischiano di farmelo dimenticare.

Postato da: ritarella a agosto 03, 2007 07:36 | link | commenti (1)
parlando di me

giovedì, 02 agosto 2007
Uomini e meloni

Uomini e meloni hanno questo in comune, che dal di fuori non si capisce se sono buoni.
(Alessandro Morandotti)
Ogni riferimento è puramente casuale.

Postato da: ritarella a agosto 02, 2007 08:11 | link | commenti (3)
citazioni

mercoledì, 01 agosto 2007
Adoro il mare

Io adoro il mare, soprattutto per le sensazioni che mi suscita.
Quindi adoro andare al mare fuori degli orari (e dei tempi) canonici.
Oppure fuori dei luoghi canonici.
Amo andare al mare d’inverno, camminare a piedi nudi sulla sabbia umida, con il vento che mi sferza il viso ed i capelli.
Oppure, quando fa molto freddo o piove, mi piace guardare il mare da un punto riparato ma sempre all’aperto (come le tettoie deserte degli stabilimenti chiusi).
Il mare agitato dal vento, scuro, grigio… con il grigio del cielo che si tuffa nel grigio del mare che s’infrange sul grigio più scuro della sabbia… e le onde crestate di spuma bianca, che dal largo, al confine tra il cielo e il mare, giungono fragorosamente a riva, fino quasi a lambire i miei piedi.
D’estate amo andare al mare la mattina presto, prestissimo, mentre fa giorno, con i primi raggi di sole che arrivano radenti sul mare calmo.
Amo camminare lungo la riva deserta, passeggiate lunghissime, anche ore, con l’acqua fredda che mi carezza le caviglie e mi fa salire un brivido lungo la schiena.
E’ deserta anche la spiaggia, ma non triste: è bellissimo vederla illuminarsi pian piano, e pian piano animarsi, perché non sono poche le persone che scendono in spiaggia prestissimo.
D’estate il mare è bellissimo anche di notte, sia quelle chiare illuminate dalla luna che si specchia nell’acqua, sia quelle scure dove il cielo punteggiato dalle stelle si confonde all’orizzonte con il mare.
Il segreto sta tutto nel dare le spalle al lungomare affollato e illuminato dalle luci dei locali, e guardare verso il mare scuro, sul quale si muove qualche solitaria lanterna di pescatori.
A volte è difficile isolarsi dal fragore che dai locali del lungomare irrompe sulla spiaggia, ma basta un auricolare e un po’ di buona musica.
E’ bellissimo anche fare il bagno di notte, specialmente nelle notti di luna piena, quando l’acqua scura è coperta da un velo d’argento, ma in calette appartate, o spiagge isolate, non in quelle dove il bagno di notte è diventato una moda.
Le spiagge attrezzate sono sicuramente comode: fai due passi due e c’è il refrigerio della doccia, del bar, della cabina o anche della piscina (ma a che ti serve la piscina, magari con l’acqua di mare, se il mare ce l’hai lì, ad un passo?).
Ma se ci sono le comodità c’è anche la gente, tanta, troppa.
E ammesso che sia gente educata e rispettosa degli altri – cosa rara – gli ombrelloni sono sempre troppo vicini.
Insomma l'equazione è sempre la stessa: spiaggia attrezzata = folla.
Ma vuoi mettere la bellezza di una spiaggia deserta e magari un po' selvaggia? Non sto parlando necessariamente di luoghi esotici e lontani, ci sono spiagge bellissime e deserte anche in Italia.
Comunque: scegliere una spiaggia non attrezzata comporta la rinuncia a qualche comodità, rinuncia che però è ampiamente ripagata.
Dal silenzio, rotto solo dal rumore lieve e regolare delle onde che s’infrangono sulla riva, quel rumore che nelle spiagge affollate è praticamente sconosciuto, sommerso com’è dalla musica sparata a palla dagli altoparlanti degli stabilimenti e dalle urla degli altri bagnanti.
Dallo sguardo, che può spaziare libero verso l’orizzonte senza incontrare un muro di corpi unti e sudati, bruciati dal sole.
In questi giorni i vari telegiornali sono pieni di servizi sulle ferie: quando vedo quelle immagini di spiagge affollate, mi passa la voglia di andarci, al mare…. perchè io lo adoro, il mare.

Postato da: ritarella a agosto 01, 2007 07:45 | link | commenti
parlando di me